"Il vero amore non è un atteggiamento
di richiesta e di attesa, ma di donazione"  Luigia Tincani


info@missionariedellascuola.it

30 maggio 2011

XXXV anniversario della morte della Serva di Dio
Luigia Tincani

Sabato 21 maggio, alle ore 16,30, nella Sala S. Caterina da Siena in piazza della Minerva a Roma, si sono riuniti gli amici delle Missionarie della Scuola per ricordare il XXXV anniversario della scomparsa di Madre Luigia Tincani.  Ha parlato il Domenicano Bernardino Prella, che ha svolto il tema dell’educazione vista come rapporto interpersonale che fa crescere. Da educatore appassionato ed esperto, il Padre  è partito dal progetto di Dio misericordioso che si fa vicino alla nostra precarietà, ci riscatta, ci salva, ci contagia con il suo amore personale e si fa nostro amico. Luigia Tincani ha saputo leggere in questo gesto di Dio l’invito ad essere vicina ai fratelli per collaborare attivamente alla loro umanizzazione e divinizzazione.
L’interesse dei presenti è stato massimo quando si è parlato del “problema dei problemi” che è quello di educare la volontà, di far volere, nella libertà, salvando l’autonomia di ciascuno. I grandi principi sono essenziali, ma insufficienti: solo se il pensiero diventa orientamento di volontà, grazie a riusciti rapporti interpersonali, ne risente tutta la persona.
Il pomeriggio si è concluso con la celebrazione liturgica e Padre Prella ha completato la sua riflessione facendoci incontrare con Gesù che si fa vicino a noi come polo di relazione quando cerchiamo risposte a domande difficili, complicate, e ci ripete: “non temete”. Lui è l’amico che sta dalla nostra parte, che istaura con noi una relazione di amore che si allarga a quelli che incontriamo.

documenti
archivio notizie
In primo piano
     

L'uno all'altro parola

Educare ed educarci
è un fatto universale e doveroso.
Siamo necessariamente
l'uno all'altro parola.
E come non possiamo non essere
perennemente educandi,
così non possiamo non essere
perennemente educatori.
La vita cristiana ci vuole
perpetuamente discepoli,
ma subito anche imitatori di Cristo,
perciò nessuno mai ha potuto essere cristiano
 - alter Christus
senza sentirsi in dovere
di essere educatore dei suoi fratelli.

Luigia Tincani 1925

Luce che arde e che brilla

L’insegnare non può essere inteso

che come mezzo perché l’altra intelligenza
si formi l’idea,
precisamente come accendere un fuoco
e non come riempire un vaso.
Sono io che ardo e che brillo,
e allora alla mia luce e al mio fuoco
può accendersi un’altra luce.

Luigia Tincani 1925
 
 
       
Credits VICIS Srl