"Facciamo da parte nostra tutto quello che possiamo, al resto ci penserà il Signore. Ma facciamo sempre noi tutto quanto possiamo?"  Luigia Tincani


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NOVITÀ

Robert Hugh Benson
IL PADRONE DEL MONDO

EditoreIl Corriere della Sera – La biblioteca di Papa Francesco. Disponibile in Italia da Jaca Book

Lo ha raccomandato il 19 gennaio 2015 Papa Francesco ai giornalisti, sull'aereo di ritorno dalle Filippine, come antidoto al «progressismo adolescenziale», «alla globalizzazione dell’uniformità egemonica caratterizzata dal pensiero unico». Robert Benson, quarto figlio dell’arcivescovo anglicano di Canterbury, con l’aiuto di padre Vincent McNabb, domenicano irlandese che predicava ogni domenica nei giardini londinesi di Hyde Park si converte al cattolicesimo e nel 1907. Scrive “The Lord of the World”, “Il Padrone del mondo”: il grande filantropo Giuliano Felsemburgh, democratico e rassicurante fautore della pace mondiale, realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che diluisce le differenze fra le religioni, predica la tolleranza universale, tutto accetta tranne la Chiesa Cattolica, che  viene perseguitata fin quasi alla sua completa eliminazione. Con lui il cammino della storia è travolgente e impressionante: comunicazioni istantanee in tutto il mondo, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, un parlamento europeo, attentati con kamikaze, il crollo della Russia, la crisi delle vocazioni, l’apostasia di preti e vescovi, abbandoni di suore, la persecuzione e la solitudine del Papa. E tutto attraverso la religione umanitaria del relativismo.  Il trentatreenne Giuliano Felsenburgh instaurerà di fatto la dittatura del pensiero unico e sotto le sembianze del salvatore, in realtà assoggetta l’umanità. Diventa non il padrone di una nazione, ma il padrone del mondo.  La cosa straordinaria è che questo “messia capovolto” prende il potere con il consenso di coloro ai quali sta togliendo la libertà, come commenta Claudio Siniscalchi.
Ma non tutti acconsentono: due donne, amate teneramente dal protagonista, Oliviero Brand, teorico del nuovo sistema, soffrono in maniera diversa della negazione di Dio:  la mamma, cristiana, dopo un infarto desidera riconciliarsi con Dio prima di morire e riesce a trovare un prete, a confessarsi, a ritornare nella Chiesa cattolica. La moglie, Mabel, donna dolcissima e innamorata, segue il marito in tutto, anzi lo incoraggia, ma stanca alla fine di quel vuoto, sceglie di morire.  Sul punto di affrontare l'ultimo atto dell’eutanasia, cerca Dio: “Senza capire bene che cosa stesse dicendo, con gli occhi rivolti al cielo, cominciò a parlare: "Oh, Dio!  Sei lassù?... esisti veramente?"  Sentì che la sua voce si affievoliva e s'aggrappò al davanzale per non cadere. Si stupiva di aver pronunciato quelle parole non dettate certo né dalla ragione né dal sentimento. Eppure continuò: "Dio!... Io sono certa che non siete lassù! Non siete in nessun luogo. Ma se voi ci foste! Oh! Saprei bene che cosa vorrei dirvi. Vi direi quanto è grande la mia angoscia e quanto è grande la mia amarezza. Ma no, non sarebbe necessario…Le vedreste da solo! Vi direi che tutto ciò che faccio è per me orribile: lo detesto con tutta l'anima…Ma voi vedreste anche questo e non occorrerebbe che io ve lo dicessi… Oh, Dio! Che dirvi allora? Ah!... Vi direi di vegliare sul mio Oliviero e sui vostri poveri cristiani. Quali terribili prove dovranno affrontare! …Voi, mio Dio, mi comprendereste, mi ascoltereste?"  "Via…Addio!...Addio a tutto!".  Si adagiò sulla poltrona. "Via…A me l'imboccatura!".

 

Roberto P. Violi
MARIA DE UNTERRICHTER JERVOLINO (1902-1975)
Donne, educazione e democrazia nell’italia del novecento

Editore: Studium
Collana Biblioteca della Fondazione Fuci
Data di pubblicazione: settembre 2014
Pagine256 + 16 tav. f.t.
Prezzo: € 22,00
ISBN
978-88-382-4269-4

Maria de Unterrichter Jervolino, costituente, deputata, delegata del Movimento femminile della DC, sottosegretaria di Stato alla Pubblica istruzione e presidente dell’Opera Montessori, fu una delle protagoniste dell’azione politica delle donne nell’Italia della ricostruzione e dei primi anni del miracolo economico.
Per aiutarci a comunicare e a educare segnaliamo questo bel libro che presenta nella loro crescita e nelle loro conquiste donne impegnate per gli altri, in campo politico, sociale, religioso. La storia di Maria de Unterrichter attraversa uno spazio di tempo pieno di fermenti e ricco di novità e si intreccia con la storia di altre donne, come lei piene di risorse e di bontà. Uno degli incontri più interessanti è con la domenicana Luigia Tincani, che incontra al Circolo Universitario Femminile, che su strade diverse condivide i suoi ideali e che lavorerà con lei sul piano dell’educazione, soprattutto dopo lo sfacelo delle guerre mondiali, in uno sforzo di ricostruzione.
L’intesa incomincia al Circolo Universitario Romano fondato dalla Tincani, del quale furono ambedue presidenti: il Circolo preparava le donne a una presenza di tipo nuovo nella società, all’esercizio di una "responsabilità individuate e sociale" che deriva dallo studio e dalla cultura, secondo un'accezione larga della maternità in senso spirituale, nella fedeltà a quello che era ritenuto il mandato fondamentale affidato da Dio alla donna (p. 23). Le universitarie si stavano formando a quella carità intellettuale che era l'intento dell'opera formativa di don Giovanni Battista Montini nella FUCI di quegli anni e che formerà donne come la Tincani, formatrice di formatori  attraverso la scuola, in un cammino di santità – la Chiesa la riconosce Venerabile – e la De Unterrichter, grande  nella comprensione dei compiti del laicato cristiano, che insieme al marito svolgerà con energia e amore nobili. Quando queste due donne incontreranno Maria Montessori sarà spontaneo il lavorare insieme. Quando Maria de Unterrichter fu  invitata a sostenere il ritorno in Italia della Montessori, esule per motivi politici, così scriveva in una pagina ricca di umanità: "Di Maria Montessori conoscevo solo le opere: a questo studio, in anni ormai lontani,  mi aveva incoraggiato Luigia Tincani, proprio mentre stava preparando per le scuole in India le sue Missionarie della Scuola. Al bambino, coma Maria Montessori ce lo fa conoscere, avevo spesso pensato nell'orrore delle notti trascorse a Napoli nei rifugi sotto i bombardamenti con i miei bambini sulle ginocchia e tanti bambini attorno, sudici, spaventati, spesso bellissimi. Come non accogliere questi invito a servire il bambino?"(p. 130). E' un bel libro che prende tempo, che fa pensare.

 

Lisa Violi Guidetti
STORIA DI UNA FAMIGLIA

Scritti e ricordi

Editore: Ed Insieme
Data di pubblicazione: Maggio 2014
Pagine320
Prezzo: € 25,00

Un cammino segnato da Dio che ha compiuto meraviglie nella nostra vita: è uno dei tanti messaggi di Franco che la vedova ottantenne, sempre giovane e  piena di gioia, ha raccolto in un libro da far conoscere in questi tempi dedicati alla famiglia. Sono messaggi scritti su post-it, e raccolgono il nocciolo di una vera e magnifica storia d’amore ancorata alla speranza. Chi conosce i protagonisti sa che è proprio così. Grazie a Lisa Violi Guidetti per aver aperto i segreti di famiglia agli amici e a tutti. Soprattutto è stato bello vedere una giovane che si è accostata alla "Storia di una famiglia" e ha voluto arrivare fino in fondo sospendendo ogni altra attività,  meravigliata della semplicità gioiosa e credibile di questa felicità. Lì era la risposta che lei cercava alle sue domande: dunque l’amore di due sposi cristiani è eterno, indistruttibile. Il bello del libro è che i protagonisti non sono immaginari, sono persone vere, che sanno abbandonarsi con fiducia serena alla Provvidenza, che sono spesso contenti e in pace, ma in certi momenti si sentono soli, tristi, indifesi, sperduti, sull’orlo dell’abisso. La grazia di Dio è la forza della famiglia, - Né a me né a Franco è mai mancata la Messa quotidiana -, ma si coltivano con speranza anche le risorse umane: Franco soprattutto, il protagonista, studioso rigoroso, uomo di grande cultura, che Lisa guarda con occhi di innamorata, accompagnano il dono della grazia con le sue doti di sagacia, umorismo, influente autorità. In tutte le pagine si respira il gusto dell'educare all’insegna dell’’umiltà, della dolcezza, dell’attenzione verso la persona di ognuno. Questa "Storia" celebra l'amore quotidiano che sa trar fuori da ognuno, con arte e bontà, il meglio di tutti, con attenzione, con rispetto. E cos' la famiglia regge: cinque figli di cui due sacerdoti, una schiera di nipoti, tanta voglia di vivere. Il segreto ultimo è nel messaggio di Franco che invita Lisetta a pregare così: Grazie Signore!!! siamo tuoi!!!sii con noi sempre!

Natalia Sanmartin Fenollera
IL RISVEGLIO DELLA SIGNORINA PRIMM

Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2014
Pagine264
Prezzo: € 16,50

Mi era stato proposto come una boccata d'aria fresca, ed è vero. Romanzo nuovo e piacevole. Bello! ha destato interesse e sorpresa: chi  dice che fa pensare, chi sottolinea lo spazio dato alle cose piccole che fanno grande la vita, chi ha visto con piacere un interesse nuovo per l'educazione dei bambini, per la formazione perenne della persona che è sempre in cammino. abbiamo notato la forza di alcune immagini, di quel sorriso che illumina una stanza buia, della vita frenetica che sembra una giostra impazzita da cui si vuole scendere, per guardare un poco dentro a se stessi. La protagonista, per riappropriarsi della propria esistenza, si isola in un angolo del mondo, dove si vive una vita semplice ma ricca di cultura e rapporti interpersonali, in un paese che accoglie la giovane donna con una naturalezza e una umanità inaspettate.
La signorina Prim,  una donna non giovanissima, in fuga da qualcosa che la stringe, alla ricerca di qualcosa di ancora vago, si lascia trasformare e semplificare dall'ambiente, fino al giorno del suo "risveglio" quando avrà chiara la sua scelta ma lascerà ancora sospeso il lettore.... L'altro protagonista non ha nome, è "l'uomo dello scranno" che dalla sua altezza, in maniera affascinante, lascia cadere luci di saggezza non sempre facili da capire.
Il cammino interiore dei personaggi, senza tempo e senza spazio,  coinvolge, esce dagli schemi e fa capolino perfino Dio. Si intravedono infatti, da piccoli frequenti spiragli, aperture discrete e luminose alla trascendenza,  al soprannaturale, con semplicità: ora è quel monaco di novant'anni che sa leggere nel cuore di tutti, che desta stupore in chi rifugge da queste cose, ora è il protagonista che in maniera indefinita, vivendo in mezzo ai bambini che educa, capisce qualcosa di importante e crede, scompare nell'abbazia o si dedica a sollevare il dolore degli altri. Viene spontaneo chiedere all'autrice di continuare la storia: può dare speranza.

 

MONTESSORI. Dio e il bambino e altri scritti inediti

Editore: La Scuola
Data di pubblicazione: Settembre 2013
Pagine363
Prezzo: € 22,00

E’ uscito in questi giorni il volume “Montessori. Dio e il bambino e altri scritti inediti” (Editrice La Scuola, pp. 363), testo che permette di vedere nella sua vera luce questa "pedagogista e scienziata, femminista e pacifista, una degli intellettuali italiani più famosi nel mondo". Sappiamo infatti che la sua opera è ancora molto studiata, ma è soprattutto il suo “metodo” ad essere vivo in moltissime scuole. La recensione del libro sottolinea che la Montessori fu donna di fede, non rinnegò mai la sua appartenenza alla Chiesa cattolica, e tuttavia ciò non ha impedito l’affermarsi dell'immagine di una Montessori laicista, naturalista, anticristiana. Curato e introdotto dallo storico Fulvio De Giorgi il volume rettifica ogni disinformazione, avvalendosi di testi inediti che esprimono le vere idee montessoriane “religiose” e “pedagogico-religiose”, come pure le sue ipotesi di educazione religiosa del bambino, testi in parte ritrovati nell’archivio romano di Luigia Tincani, fondatrice delle Missionarie della Scuola (e della Lumsa, la Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta), nonché “confermati” dall’Associazione Montessori Internazionale di Amsterdam. Luigia Tincani capì la Montessori appena ne conobbe gli scritti: già quando era studentessa del Magistero di Roma era studiosa e ammiratrice della Pedagogista come attestano i libri della sua biblioteca. Insegnante a Roma di Pedagogia e filosofia, ricorderà in una pagina, "le meravigliose osservazioni della Montessori sulla influenza del lavoro intellettuale sullo sviluppo del giovane". Nel dicembre del 1953 la Tincani scriveva a una discepola: "Devi proporti di imparare il Metodo Montessori, di comprenderne l'anima, l'intimo segreto che ne fa veramente una scuola per chiunque deve dedicarsi a un'opera educativa. Se non comprendi e non senti questo, va male, è segno che manca una nota nel tuo animo, che devi invece procurare che vi risuoni". E la invitava a  capire meglio che cosa era stata la rivelazione o rivoluzione che aveva operato la Montessori!

E bello oggi accostare Montessori e Tincani per il loro coraggioso sguardo volto in avanti. La Tincani, agli inizi del Novecento, pensava già alla nostra parola "raccolta e trasmessa dai misteri della radioattività e ascoltata per tutto il mondo, fino alle più grandi distanze da centinaia di ascoltatori", visione profetica che faceva crescere in lei la responsabilità pedagogica della vita: "Ogni nostra azione dinanzi agli uomini ricordiamo che c’è un mistero che la rapisce per farla giungere, come parole, a chissà quante anime che noi neppur conosciamo". La Montessori è diventata la formatrice dei più geniali specialisti contemporanei della comunicazione: cento anni dopo il suo primo sbarco negli USA, intere generazione di «bambini Montessori» si sono fatti strada nella società americana, impregnandola con le idee della professoressa di Chiaravalle (Ancona). Tra questi spicca una nutrita schiera di protagonisti del web come Jeff Bezos, fondatore di Amazon, Jimmy Wales, il creatore di Wikipedia, e soprattutto Larry Page e Sergey Brin, che a Mountain View in California guidano l’incarnazione digitale del metodo Montessori: Google.
 

Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio)
LUMEN FIDEI

EditoreLIBRERIA EDITRICE VATICANA
Data di pubblicazione: Luglio 2013
Codice9788820991159
Prezzo: € 3,50 > € 2,98

Papa Francesco ci viene incontro con l’enciclica LUMEN FIDEI, per aiutarci a capire il dono della fede, dono misterioso e nello stesso tempo pieno di luce che orienta tutto il nostro pensare, volere, amare, nella libertà, insieme ai nostri fratelli. Si tratta di un testo attuale, ricco e programmatico, che ogni credente, ogni educatore farà bene a meditare fno a farlo proprio.
Segnalo alcuni punti che in maniera particolare possono interessare chi vive con speranza la missione di formatore:
Conoscenza della verità e amore. n.26. “Il cuore, nella Bibbia, è il centro dell’uomo, dove s’intrecciano tutte le sue dimensioni: il corpo e lo spirito; l’interiorità della persona e la sua apertura al mondo e agli altri; l’intelletto, il volere, l’affettività. Ebbene, se il cuore è capace di tenere insieme queste dimensioni, è perché esso è il luogo dove ci apriamo alla verità e all’amore e lasciamo che ci tocchino e ci trasformino nel profondo. La fede trasforma la persona intera, appunto in quanto essa si apre all’amore. È in questo intreccio della fede con l’amore che si comprende la forma di conoscenza propria della fede, la sua forza di convinzione, la sua capacità di illuminare i nostri passi. La fede conosce in quanto è legata all’amore, in quanto l’amore stesso porta una luce”.
Siamo invitati a condividere con mitezza e senza arroganza il dono che abbiamo ricevuto: Il dialogo tra fede e ragione, n.34. “La luce dell’amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l’imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell’amore, se è la verità che si schiude nell’incontro personale con l’Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s’imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall’amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”. Siamo chiamati a coniugare credere e pensare, fede e ragione: “la luce della fede, in quanto unita alla verità dell’amore, non è aliena al mondo materiale, perché l’amore si vive sempre in corpo e anima; la luce della fede è luce incarnata, che procede dalla vita luminosa di Gesù. Essa illumina anche la materia, confida nel suo ordine, conosce che in essa si apre un cammino di armonia e di comprensione sempre più ampio. Lo sguardo della scienza riceve così un beneficio dalla fede: questa invita lo scienziato a rimanere aperto alla realtà, in tutta la sua ricchezza inesauribile. La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza”.
Questo primo approccio all’enciclica scritta “a quattro mani”sia un invito a dedicare un poco del nostro tempo alla riflessione su queste verità, credute e presentate a noi da due grandi della nostra Chiesa di oggi, che ci danno un esempio commovente di amicizia e di solidarietà nel compito educativo: Benedetto XVI e Francesco.

 

Mariapia Veladiano

LA VITA ACCANTO

Giulio Einaudi Editore
Collana: NumeriPrimi

Anno 2012

pp. 176 
€ 12,00
ISBN 9788866213208

Il romanzo d'esordio di Maria Pia Veladiano, Premio Calvino 2010, coinvolge necessariamente chi si dedica all'educazione e con delicatezza ci scopre un mondo di dolore, di rassegnazione, ci ripete il bisogno di essere amati, si risolve in una riabilitazione importante, anche se apparentemente modesta. Protagonista è una bambina brutta, Rebecca, non accettata neppure dalla mamma. La piccola chiede scusa a tutti di essere tanto brutta e scostante: "vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce", cerca di scomparire, non fa rumore, non lascia in disordine, si rende invisibile. Un incontro fortunato le fa scoprire di avere in sé una bellezza invisibile: è una pianista nata: quelle sue mani bellissime e il suo talento innato l'aiutano nella fuga dalla situazione iniziale, con semplicità, senza farla uscire del tutto dal nascondimento.

Mariapia Veladiano

IL TEMPO È UN DIO BREVE

Giulio Einaudi Editore
Collana: Stile libero Big

Anno 2012

pp. 232 
€ 17,00
ISBN 9788806212742

Anche nel romanzo  Il tempo è un dio breve la Veladiano ci presenta come protagonista un bambino che diventa ragazzo, Tommaso, un figlio che è oggetto dell'amore e  dell'adorazione della madre Ildegarda. Ferita dall'incomprensione del marito che senza spiegazioni la lascia, la donna vive nella paura di perdere il figlio che non riesce a proteggere contro il male. Cerca la salvezza nella fede, in quel Dio  che le appare impotente di fronte al dolore dell'uomo ma con il quale non cessa mai di dialogare. Tommaso vive in una situazione difficile,  oggi comune a molti ragazzi. La domanda di senso che inquieta i grandi afferra anche lui che a un certo punto si domanda, di fronte al dolore, se Dio veramente esista. L'incontro con un'altra persona che soffre apre a Ildegarda e a Tommaso nuove possibilità e una soluzione insperata. Il romanzo è continuamente animato dalla domanda di fondo sulla fede. Ogni battezzato, in particolare ogni educatore cristiano, è chiamato a sentirsi responsabile della fede del fratello di fronte a questa annotazione: "Chi non crede in Dio forse non lo ha incontrato in un amore abbastanza grande e rassicurante da suggerire qualcosa dell'amore di Dio". Ma la fede è dono, e fa vivere nella certezza che "il segreto della nostra vita è custodito nelle mani grandi di Dio", al quale la creatura si abbandona fiduciosa. E se angosciosa è ogni volta la domanda di  fronte al dolore innocente, il romanzo si chiude con una visione rasserenante, pasquale: Ildegarda sa di morire  per un male incurabile: ma Tommaso è in mani sicure e lei ha fede nella promessa "di chi può promettere perché ha già mantenuto infinite promesse": aspetta la vita eterna, abita già con Dio, aperta ad accogliere "il dono nuovo".

 

Luigia Tincani letta da Nicola Gori
UMANITÀ CONDIVISA

Collana: Piccola spiritualità, n.54
Edizioni: San Paolo
Anno: 1ª edizione novembre 2012
ISBN/EAN 9788821576225
Pagine: 240
Prezzo: € 13,00

Luigia Tincani non smise mai di pensare al suo progetto di fare apostolato nel mondo della cultura e della scuola. Incoraggiata da papa Pio XI fondò nel 1924 l’Unione Santa Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, consacrate aggregate all’ordine domenicano, avvertendo la necessità di riqualificare la scuola mediante insegnanti che concepissero il proprio lavoro come una vocazione d’amore. Il 27 giugno 2011, papa Benedetto XVI ha riconosciuto l’eroicità delle sue virtù, dichiarandola Venerabile. In questa raccolta di suoi scritti, Umanità condivisa, San Paolo Edizioni 2012, cogliamo subito un senso del mistero, una scoperta comunicata! "Incontrare Luigia Tincani è una ventata di gioia, un lampeggiare di fede,  un' esperienza di comunione, l'immersione  in qualcosa che ci supera, che vorremmo capire. E si rimane in attesa, non solo di comprendere con la mente, ma di condividere, di unirci a lei perché ci accompagni alla fonte della sua felicità. Mi pare questo il cammino di Nicola Gori, l'autore del prezioso volumetto che vuol farci compagnia e portarci al di sopra delle nuvole senza separarci dal nostro "quotidiano". E' chiaro: lo scrittore ha fatto una scoperta stupenda, ha incontrato una grande innamorata di Dio e in sintonia di sentire, stupirsi, pregare, sperare ha percorso con Madre Tincani la strada di tutti i giorni con cuore trasfigurato. E ha saputo dircelo. Ha filtrato i testi con la sua sensibilità di lettore attento e di compagno di viaggio dell'umanità che vuole coinvolgere con la sua professionalità".

Nicola Gori, laureato in lingue e letterature straniere presso l'Università di Firenze, collabora con la Cattedra di Letteratura spagnola della Facoltà di Lettere e Filosofia ed è corrispondente dell'Osservatore Romano. Studioso appassionato degli autori mistici, ha pubblicato numerosi libri in questo campo. È anche autore di premiati racconti e poesie. Tra i volumi pubblicati per le Edizioni San Paolo ricordiamo: Consolare Gesù: ecco la mia missione in terra (2010), Con Maria ai piedi della Croce. Biografia della Beata Maria Maddalena Starace Fondatrice delle Suore
Compassioniste Serve di Maria (2010) e Una margherita per Gesù. Biografia di Madre Margherita Diomira Crispi (1879-1974) (2011).

 

Carlo Maria Martini
Georg Sporschill

CONVERSAZIONI NOTTURNE A GERUSALEMME

Sul rischio della fede

Edizioni Mondadori
Collana: Oscar bestsellers

Prezzo: € 9,50
Data di Pubblicazione: Maggio 2010
ISBN 9788804598657
Pagine: 140

Giustamente definito il testamento spirituale del Cardinale Martini, il volume ha qualcosa da dire a chi crede e a chi non crede, a chi cerca.

Luigia Tincani
LETTERE DELLA MISSIONE

A cura di Cesarina Broggi MdS
Introduzione di Mons. Guido Mazzotta

Edizioni Studium
Collana Coscienza Studi

Prezzo: € 33,00
Pagine: XXII + 426
ISBN 978-88-382-4191-8

«Rispetto ai due precedenti volumi dell’epistolario, sembra circolare qui un’aria diversa, una libertà nuova, una sorta di radicalismo missionario che s’impone infine come frutto e insieme causa della piena maturità spirituale e apostolica della Tincani, una sorta di cifra definitiva della sua personalità evangelica e del suo carisma. […] Queste Lettere di missione vedono la luce nell’autunno del 2012, mentre si prepara e ormai si celebra il Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », come dire che il Sinodo cerca ex professo la terapia adeguata alla crisi. Al riguardo questo carteggio di Luigia Tincani può tuttora risvegliare energie e prima ancora coscienze».

Dall’Introduzione di Mons. Guido Mazzotta

 

Cardinale Christoph Schönborn
“Sulla felicità”
- Meditazioni per i giovani

Editore: Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 2012
Pagine: 231
Prezzo:
€ 15,00

I testi raccolti nel libro  ruotano tutti, ciascuno a modo proprio, attorno al tema centrale della felicità, di una vita riuscita.
Leggiamo dal primo capitolo,  Siamo fatti per essere felici:  “Non conservo alcun ricordo circa il contenuto delle molte prediche che ho sentito nella mia infanzia e giovinezza. So che spesso erano lunghe, a me per lo meno sembravano tali. Non ero un attento ascoltatore. Ma, stranamente, mi ricordo di un’unica frase, solo di questa, con tutta chiarezza. «Siamo creati per essere felici». Forse mi è rimasta impressa solo quest’unica frase perché essa allora corrispondeva, in modo particolare — io avevo quindici-sedici anni — alla mia ricerca personale”.

Tutti gli uomini desiderano essere felici. Il desiderio di felicità non va appreso, è “innato”. E difficilmente lo si dimentica. Non ci rassegniamo mai, infatti, ad essere infelici. La fede cristiana, il cammino cristiano, la sequela di Gesù vogliono essere un’indicazione di cammino verso la felicità. In ciò risiede il loro fascino, e da ciò dipende la loro credibilità.

Stefano Zecchi
“QUANDO CI BATTEVA FORTE IL CUORE”

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Prezzo:
€ 18,50

Sergio, 6 anni, racconta: 1945, Pola, allora italiana, sta per essere ceduta all'Unione Sovietica. Sergio osserva, riflette e parla.  L’episodio dolorosissimo della storia italiana, anche se triste, è presentato con tale ricchezza di umanità che coinvolge e non si riesce a chiudere il libro se non all’ultima pagina. Nell’incredibile oscura tragedia chi vince è l’amore luminoso di un padre per il proprio figlio: nel lungo avventuroso cammino per salvarsi con la fuga e arrivare a Venezia padre e figlio si conoscono e trovano il senso del loro vivere uniti e del loro e sperare, nonostante tutto.
E’ un libro scritto bene, che suscita emozioni e fa pensare: si legge d’un fiato e vi fa compagnia come un amico.

C‘è chi ha detto: “Lo consiglio a chiunque ami capire... col cuore”.

Giovanni Paolo II
“MANDATO D'AMORE”

Ed. San Paolo

A volte le parole umane assumono un significato più profondo col passare del tempo, rivelando come chi le aveva pronunciate esprimesse una verità la cui grandezza sembra accrescersi ogni giorno di più. Accade questo rileggendo i "Discorsi" che Giovanni Paolo II ha rivolto al Centro Studi e Ricerche per la Regolazione Naturale della Fertilità dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, fondato e inizialmente diretto da Anna Cappella, una figura di medico e di religiosa che, col Papa, ha avuto un rapporto privilegiato. Generate dal magistero e dalla profonda sensibilità umana di Papa Wojtila, queste pagine sviluppano una catechesi completa sul delicato ed entusiasmante tema della trasmissione della vita e della procreazione responsabile e, in tempo di "sfida educativa", diventano un "mandato d'amore" per insegnanti dei metodi naturali, sacerdoti, medici, educatori, ma anche per le coppie che cercano di vivere in pienezza la vocazione coniugale, per i giovani che rischiano di sciupare la bellezza della sessualità... Per chiunque voglia imparare a leggere , attraverso la conoscenza e il rispetto della fertilità umana, quel disegno di amore e vita che Dio stesso ha sapientemente scritto nel corpo e nel cuore di ogni creatura.

 

Don Luca Violoni
“LA SFIDA EDUCATIVA DI GESÙ”
Il cammino con i discepoli nel Vangelo di Marco

San Paolo, 2011, pp.161

Un volume che affronta la sfida educativa muovendo i passi dall'esempio di Gesù.

Risvegliamo nelle nostre comunità quella passione educativa che è una passione dell'"io" per il "tu", per il "noi", per Dio, e che non si risolve in una didattica, in un insieme di tecniche e nemmeno nella trasmissione di aridi principi.Benedetto XVI

Così ci dice l'Autore:

"Si parla spesso di sfida educativa e di emergenza educativa, e giustamente intervengono giornalisti, insegnanti, sociologi, pedagogisti, psicologi, filosofi, teologi, ecc. In questo ampio dibattito ci sembra quanto mai necessario provare semplicemente a ripercorrere come il Signore Gesù ha educato alla fede i suoi discepoli. È quanto cerchiamo di fare in questo contributo, stando al racconto del Vangelo di Marco. Fino a scoprire e a mostrare come questo itinerario presenti non poche sorprese per i credenti e sia capace di illuminare e provocare davvero chiunque abbia a cuore l’educazione, anche in termini non strettamente religiosi".

Don Luca Violoni (1965), è un educatore dei giovani. Laureato all’Università L. Bocconi nel 1989 in Discipline Economiche e Sociali, è stato ordinato sacerdote della diocesi ambrosiana dal cardinal Carlo Maria Martini l’8 giugno 1996. Dal 2002 è membro del Comitato Etico dell’azienda ospedaliera Ospedale di Circolo-Fondazione Macchi, dal 2006 è docente di etica ambientale e d’impresa all’Università dell’Insubria. Dal 2009 è responsabile della sezione autorizzazioni dell’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Milano e dal 2010 è Segretario generale della Fondazione Milano Famiglie 2012, che organizza il VII Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Milano nel 2012. Ha curato il volume Il significato della sofferenza (Franco Angeli, 2004), ha pubblicato C’è sempre una strada (Macchione, 2009) e Natale è oggi (San Paolo, 2010).

L'invito alla lettura vi propone:

  • Un testo interessante, pratico, che ci fa lavorare con la Chiesa: Educare è amare: si tratta di testi di  Luigia Tincani in piena sintonia con gli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020 "Educare alla vita buona del Vangelo".
  • Il libro di grande attualità di Miela Fagiolo D'Attilia, Ragazzi, genitori, internet, Navigare insieme, Edtrice La Scuola 2011. Si tratta di un sussidio utilissimo per quegli educatori, genitori e insegnanti, che vogliono essere presenti agli interessi dei loro figli e alunni per lavorare e crescere insieme.
  • Un piccolo tesoro nascosto è il piccolo prezioso libro "Avanti sempre insieme" ed. Insieme, 2011, che in poche intense pagine ci fa vivere una magnifica vita di famiglia.

Luigia Tincani
“EDUCARE È AMARE”

Lettura degli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020 alla luce dell’esperienza educativa di Luigia Tincani
Presentazione di Giuseppe Dalla Torre

Presentazione

Ci sono espressioni che divengono segni dei tempi: tale è, per l’oggi, quella di “emergenza educativa”.
Per la verità l’ educativo è un problema di sempre: con ogni nuova generazione che viene al mondo, è l’avvento di una emergenza educativa. E poi l’educazione della persona è processo che non si esaurisce con il raggiungimento dell’età adulta, perché è chiamato a svolgersi nell’arco dell’intera vita.
Ma dinnanzi alla incredibilità di fatti, riferiti dalle cronache, che costituiscono le manifestazioni più evidenti di tale “emergenza”, specie tra i più giovani, la reazione è debole: la società sembra quasi attanagliata da una atarassia, che le impedisce di reagire.
Per superare questa dolorosa contingenza sono necessarie chiarezza di idee sulle ragioni della crisi ed un impegno solidale, in rete, tra tutte le agenzie educative sussistenti nel corpo sociale. Soprattutto occorre ripartire da una corretta concezione dell’uomo: non come individuo, isola incomunicabile in un arcipelago di isole non comunicabili tra di loro; ma come persona che, in quanto tale, vive in una fitta trama di relazioni nelle quali le sue potenzialità si possono esplicitare. L’educazione è relazione costruttiva tra persone, che reciprocamente si accettano e si donano.
È questo, a ben vedere, il cuore di un messaggio che la Serva di Dio Luigia Tincani lancia ancora oggi, nonostante sia passato del tempo dal suo attraversamento della storia umana. Anzi, più in profondità, la sollecitudine paidetica costituisce la cifra riassuntiva di tutta la sua vita, che ricapitola il senso delle tante cose promosse e realizzate; in fondo, esprime il modo originale con cui ha letto la buona novella cristiana, si è impegnata a viverla, si è spesa per trasmetterla. Parlare di Luigia Tincani significa, in definitiva, parlare di educazione.
Due mi paiono le coordinate che, in materia educativa, marcano non solo il suo pensiero ma anche la sua esperienza, essendo stata donna di riflessione ma pure di azione. Sono due coordinate che intersecano profili oggettivi e profili soggettivi dell’agire educativo, rannodando due fili che rischiano talora di svolgersi come parallele destinate a non incontrarsi mai.
Dal punto di vista oggettivo, per la Madre Tincani educare è amare; educare è la più alta forma di carità. Dal lato puramente umano educare è amare l’altro, scorgere in lui i talenti che ogni uomo radicalmente e indefettibilmente possiede, aiutarlo a farli venire fuori, sostenendo l’individuo nel divenire persona: libera, responsabile, capace di pensare e di volere, emancipata dai condizionamenti che il mondo talora vede come espressioni di libertà, ma che in realtà sono la tomba dell’autentica libertà. Da questo punto di vista l’educare è proprio dell’animale uomo, che è chiamato a non limitarsi alla trasmissione di conoscenze necessarie o utili alla sopravvivenza, alla mera formazione, ma ad aiutare l’altro a  realizzarsi nella sua integralità.
Ma nella prospettiva cristiana educare è la più alta forma di carità, cioè di donazione che va oltre al dovuto, oltre al giusto; è offerta sovrabbondante e magnanima. Educare è continuare evangelicamente a fare due miglia di strada con chi ti forza a farne un miglio con lui (Matteo 5, 41); è cedere anche la tunica a chi ti porta via il mantello (Luca 6,  29); è dare senza aspettarti il corrispettivo (Luca 6, 35). Educare significa mettersi più compiutamente alla sequela del Signore che, come ci attestano gli Atti degli Apostoli, “pertransiit benefacendo” (10, 38), passò facendo del bene. Perché nella prospettiva cristiana educare è, seguendo il modello di Gesù, svelare “pienamente l’uomo all’uomo e fargli nota la sua altissima vocazione” (Concilio Vaticano II, cost. past. Gaudium et spes, n. 22); è popolare la città di cittadini, ma il cielo di santi.
Dal punto di vista soggettivo l’insegnamento di Luigia Tincani è altrettanto incisivo e radicale. L’educazione è un rapporto, ma non è mai un rapporto unilaterale. L’educazione è un processo, un cammino percorso insieme, è una relazione dotata di sinallagmaticità: ognuno dà e riceve. Se non c’è questa corrispondenza non c’è autentica educazione, ma l’ingenua – anche se spesso inconsapevole – tentazione manipolatoria dell’altro; la diffusa, ma erronea tendenza a fare dell’altro un altro sé, un allievo ad immagine e somiglianza del maestro.
La sensibilità pedagogica della Tincani è tutta fondata su una precisa antropologia: una concezione dell’uomo che è quella propria della grande tradizione cristiana; segnatamente della tradizione tomista, che permea tutta l’esperienza storica di quella grande famiglia domenicana, alla quale appartenne ed alla quale appartiene l’istituto religioso da lei fondato: le Missionarie della Scuola. La concezione, appunto, secondo cui ognuno ha necessità dell’altro; ognuno ha bisogno di superare, nell’altro e con l’altro, i propri limiti e le proprie difettività: fisiche, intellettive, volitive, spirituali.
Ecco: l’idea di missione in uno dei luoghi precipuamente destinati alla educazione, oltre che alla formazione, cioè la scuola, esprime bene il concetto della funzione altissima che ogni educatore ha, ma che in sé ha ogni uomo che viene al mondo, di interrelarsi con l’altro e con gli altri.    
Le pagine che seguono contengono una raccolta di pensieri di Luigia Tincani sull’educare; sono come tante tessere di un mosaico: leggendole e meditandole si percepisce alfine il grande disegno dell’opera di umanizzazione – che per i credenti è anche autentica evangelizzazione – che l’azione educativa è chiamata a realizzare, ed alla quale  i Vescovi italiani invitano tutta la comunità cristiana a riflettere ed impegnarsi per il prossimo decennio.

Giuseppe Dalla Torre

L'idea di raccogliere alcuni pensieri di Madre Luigia Tincani sulla sua missione educativa è nata dalla lettura del documento dei Vescovi d’Italia: "Educare alla vita buona del Vangelo".
La scoperta della sintonia piena tra la Serva di Dio e il pensiero della Chiesa è stata un invito a ritornare su alcuni testi della Tincani per riappropriarcene, con l’intento di risvegliare l'amore per la vocazione educativa,  di rinnovare la comunione con il Papa e con i Vescovi, di proporre momenti di riflessione agli educatori cristiani.
Sono piccole schegge luminose, che vengono da dentro, da una profonda vita interiore, pensieri a lungo meditati e condivisi con semplicità e sapienza da una formatrice che ha speso l’intera sua esistenza per rispondere a questa vocazione. Sempre responsabile del dono ricevuto da Dio di poter contemplare e trasmettere la Parola di verità, la Tincani vuole offrire ancora oggi qualcosa della sua esperienza ai giovani e agli educatori in ricerca di strade nuove.

La passione grande che ha unificato tutte le energie di mente e di cuore della Tincani si sviluppa intorno ad un unico e grande amore - la carità della verità. Tale passione traspare in questi semplici pensieri così diversi fra loro e pur tutti convergenti verso il nucleo centrale del suo essere e operare sempre orientato alla carità intellettuale. Carità nutrita dalla sua unione con Dio. La Tincani si impegna a cercare come rispondere al bisogno primario di verità nell’uomo e lo esprime operando in mezzo ai giovani e per i giovani. La sua è una vocazione che mette radici tra le pareti domestiche, vicino al papà, il professor Carlo, vero maestro, si consolida e si chiarisce in particolare mediante la sua attività con monsignor Montini nella FUCI del primo Novecento.

Miela Fagiolo D’Attilia
“RAGAZZI, GENITORI, INTERNET”

Collana: Alfabeto dell’educare

Un libro che vuole tracciare una mappa delle potenzialità e allo stesso tempo dei rischi dello strumento internet nelle mani dei nostri ragazzi. Un’analisi semplice e sintetica, ma suffragata dal confronto con esperti e autorità del mondo dell’informatica, che possa essere una guida per aiutare i genitori a traghettare in sicurezza i loro figli nell’esperienza di navigazione nella rete.
“Ragazzi, genitori, internet”, ovvero come “Navigare insieme”. Questo il titolo del nuovo libro di Miela Fagiolo D’Attilia per la collana “Alfabeto dell’educare” dell’Editrice La Scuola (pagg. 160, euro 9).  Aperto da un’introduzione di Maria Rita Parsi, il saggio della giornalista - responsabile per le politiche della Comunicazione dell’Associazione Italiana Genitori ed impegnata in particolare nel campo della tutela dei minori nei media – descrive e interpreta opportunità e rischi nella vita familiare “al tempo di internet”. Capitolo dopo capitolo, vengono messi a fuoco gli strumenti tecnologici che hanno profondamente mutato abitudini, linguaggi, comportamenti, mentalità, Linguaggi e modi di scriittura, senza dimenticare valutazioni di carattere etico, valoriale, pedagogico, culturale, sovente trascurate nelle indagini su quel “mondo virtuale” dove trascorrono la maggior parte delle giornate le nuove generazioni. Così, mentre il “popolo dei social network” cresce a ritmi esponenziali e i new media assorbono una nuova quotidianità invasa da Facebook  e web fai-da-te, iphone e cellulari, videogiochi e Wikipedia, i piccoli cybernauti si trovano ad affrontare una navigazione che apre molti interrogativi quanto a vantaggi presunti e danni reali. E allora: come i genitori, gli educatori, gli insegnanti, possono accompagnare i minori nei loro viaggi “in rete” ? Quali conoscenze è bene che abbiano per poterlo fare? Quali atteggiamenti devono favorire davanti al moltiplicarsi di tanti “oggetti del desiderio” contesi da adolescenti  che spesso si ritrovano da soli davanti ad uno schermo dove in agguato non ci sono solo virus? E' possibile dare regole a un mondo anarchico? Fidarsi della responsabilità dei provider o dei codici di autoregolamentazione? E, insieme ai genitori, alle famiglie, quale ruolo ha in questa partita delicata della vita la scuola,  compresa quella all’orizzonte fra lim ed e-book, cioè lavagne interattive multimediali e libri digitali? Le risposte a queste e molte altre domande in un libro che, come in una inchiesta, fotografa la realtà in modo nitido, facendo tesoro della voce di esperti  di diverse aree (da Giulio Albanese a Fortunato Di Noto, da Franco Pizzetti a Narcisa Busi, da Catherine Teitelbaum a Luca Borgomeo, Franco Mugerli, Elisa Manna, ecc.). Una lettura "per saperne di più", per definire e condividere patti in famiglia, nel segno di una nuova responsabilità, fra tradizione e  innovazione.

L’AUTRICE

Miela Fagiolo D’Attilia, giornalista e scrittrice, è  responsabile per le politiche della Comunicazione dell’Associazione Italiana Genitori, in particolare nel campo della tutela dei minori nei media. Membro del Comitato Consultivo per la sicurezza in internet, è autrice di diversi volumi sul rapporto tra le nuove generazioni e i linguaggi della multimedialità.

Franco Violi
“AVANTI SEMPRE INSIEME”

Collana: Varie
Edizione: Prima edizione
ISBN: 978-88-7602-134-3
Pagine: 72
Prezzo: € 10,00

Franco Violi, ultimo di sei figli, nasce a Modena il 5 ottobre del 1922. Laureato in Lettere con lode a Bologna nel 1944, dedica la sua vita all’insegnamento, alla ricerca, all’Azione Cattolica, e alla cura dei genitori anziani. Durante la docenza presso l’Istituto Magistrale Carlo Sigonio di Modena, all’età di 43 anni, vede spegnersi gli affetti a Lui più cari: prima la madre poi il padre, dopo anni di grandi sofferenze sublimate dalla fede. Il lacerante commiato presagisce un nuovo inizio: l’incontro della vita con la futura moglie, Lisa Guidetti, coronato dalla nascita di cinque figli. Intanto continua il suo impegno nella Scuola: Preside del Liceo di Casalmaggiore (Cremona), e di altri centri del modenese e del reggiano, giungendo infine al Liceo Scientifico Wiligelmo di Modena e quindi al Liceo Statale San Carlo di questa città. Docente di Linguistica, Onomastica e Toponomastica medievale nell’Università di Bologna come cultore della materia, Presidente della Deputazione di Storia Patria per le antiche Province Modenesi, socio e Presidente di Sezione dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena, socio corrispondente della Deputazione Ferrarese di Storia Patria nonché della Reale Accademia di Massa e dell’Accademia «Lo Scoltenna» di Pievepelago. Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e Commendatore dell’Ordine Pontificio di San Silvestro Papa, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, ma soprattutto autentico cristiano e Padre indimenticabile. A cinque anni dalla sua improvvisa dipartita (24 aprile 2006), nella suggestiva concomitanza del Suo anniversario con la Pasqua (24 aprile 2011), il dono offerto dai figli alla Mamma, agli allievi e agli innumerevoli amici, di una Memoria sempre più viva e sempre più luminosa, indelebilmente impressa nei cuori di chi l’ha conosciuto.

La strada all’infinito è l’umiltà. La lezione spirituale di Contardo Ferrini (1859-1902)

Atti del convegno, Verbania 26-27 ottobre 2002, a cura di P.D. Guenzi, Interlinea, Novara 2003 (Studi storici, 31. Serie Studi Novaresi dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, 17).

Nei testi proposti da questa raccolta emerge la figura del professionista, dell'uomo di preghiera, del mistico e del santo quale fu Contardo Ferrini.
Luigia Tincani, all'inizio della sua missione di insegnante, il 29 dicembre 1921, segnalava alle compagne la figura di Contardo Ferrini come modello da conoscere e da imitare. Il Ferrini, come sottolineava Pio XII, seppe infatti "coniugare,  in modo armonico, senza forzature, la fede con la ragione, la scienza e l’esercizio della professione" e fu in tal modo "il dotto, l’indagatore e il maestro, lo studioso e il santo". L'impegno sociale del Ferrini nella società materialista di fine  Ottocento si fondava su una profonda vita interiore fatta di preghiera, di meditazione e di adorazione del mistero eucaristico. La caratteristica della sua spiritualità, che la Tincani ammirava, era l'unione con Dio vissuta nell'adempimento del dovere quotidiano. Il Ferrini scopriva le tracce della presenza divina nell’armonia delle realtà create, nellle creature umane, con le quali condivideva i suoi ideali, nel mondo della natura in cui scopriva l'orma del Creatore, in particolare durante le escursioni sulle  Alpi piemontesi e lombarde.  Antonio Rosmini gli insegno l'importanza dell'umiltà, strada per la ricerca del vero, e Henry Newman il rapporto armonico tra scienza e fede. La limpida coscienza professionale del Ferrini era illuminata dalla fede e dalla ricerca serena e tranquilla della verità. Accurato ricercatore e affermato maestro, ebbe l'umiltà di vedere sempre i suoi limiti di creatura e la gioia di saper adorare.

Contardo Ferrini: è uno dei "tipi ideali a cui dobbiamo mirare" per capire che cosa siano "lo studio e la cultura, il vero lavoro intellettuale, scientifico" (L. Tincani, 1921)

Domenico Sorrentino
“L'ECONOMISTA DI DIO, GIUSEPPE TONIOLO"

Editrice AVE, 2001

Questa biografia ci fa conoscere il prossimo Beato,  Giuseppe Toniolo, che Madre Tincani considerò  uno dei modelli della sua vocazione. Visse per la famiglia e l'università, l'impegno politico, sociale ed ecclesiale, la ricerca culturale da persona fedele al proprio tempo e al Vangelo.
La sua vita interiore è caratterizzata dall’adesione alla volontà di Dio, dall’amore per la Chiesa e per il Papa, dalla devozione eucaristica, dalla testimonianza cristiana nella storia. Il vangelo è per lui progetto di vita e seme di civiltà. In esso è la fonte dell’impegno sociale del cristiano.
Fin dall’inizio della sua attività accademica sostenne che l'elemento etico è fattore intrinseco delle leggi economiche. Se lo si ignora ne va della stessa economia, nella misura in cui essa deve servire al bene integrale e non solo al benessere materiale dell'uomo. Dietro questa prospettiva c’è il senso profondo dell'unità dell'essere umano, del necessario rapporto tra singolo e società, della circolarità del sapere, in vista di una superiore e interiore unità.
Toniolo si impose per il suo indiscutibile ingegno, per la sua profonda preparazione, per la statura spirituale di credente che gli era riconosciuta anche dagli avversari.
Coi suoi alunni, poi, si faceva non solo docente, ma padre, considerandoli - come scrive nel suo diario - sacro deposito, amici del mio cuore, da guidare sulle vie del Signore. Espressioni forti, che impressionano ancor di più se si pensa che a scriverle era un professore di "economia", impegnato a insegnare quelle "leggi della ricchezza" che a prima vista sembrerebbero così lontane dalle leggi del Vangelo.
Fu chiamato dal Papa Leone XIII a collaborare alla stesura della famosa enciclica "RERUM NOVARUM".
Era convinto che la forza del Vangelo assieme al concreto impegno di ciascun cristiano, rendono possibile la realizzazione di una democrazia integrale: economica, civile, politica.
Verso la fine del secolo Toniolo volle promuovere la presenza cristiana sul piano della cultura. È del settembre 1899 la fondazione, a Como, della Società Cattolica Italiana per gli studi scientifici, che il Gemelli considererà il germe della futura Università cattolica. Era un'associazione aperta su tutte le branche del sapere per far convergere gli sforzi degli studiosi cattolici ai fini di un rinnovato incontro tra vangelo e cultura.

Giuseppe Toniolo al  figlio Antonio
in occasione della laurea in scienze naturali
:

1 luglio 1904

“Né io, né tu siamo preoccupati di quel domani che raffigura  un salto nel buoi!
Noi diciamo credo, con uguale fede,
che è un salto nelle braccia della Provvidenza. E sono gran braccia!
Procedendo nel campo della osservazione fenomenica,
abbi sempre la sollecitudine sapiente
di non offendere mai le verità filosofiche,
né quelle della religione.
Gli studi diverranno la tua professione
ma per gli studi non dimenticare i problemi sociali che oggi grandeggiano
e che rientrano nei disegni
della Provvidenza…
La via della pietà è il nostro primo e massimo e dolcissimo dovere.
Ti prego, per quanto può un cuore paterno, che si ispira all’infinita paternità di Dio, 
non intiepidirti mai
nella frequenza dei sacramenti,
fonti di grazia, di fortezza,
di saggezza, di letizia”.  
       

Papà

S. COSCI - G. DALLA TORRE - L. DE GIOVANNI - C. DI AGRESTI - T. DI MAIO - L. FAVA GUZZETTA - C. GELOSI - G. IGNESTI - F. MALGERI - G. MAZZOTTA - B. PAPÀSOGLI - R. PEZZIMENTI - M. POLLO - A. RINELLA - R. ZANNOTTI

TRA STORIA E PROFEZIA
La pienezza dell'umano negli scritti di Luigia Tincani fondatrice della LUMSA

Atti della giornata di studi nel 70° anniversario di fondazione della LUMSA

a cura di Cesarina Broggi e Benedetta Papàsogli

Libreria Editrice Vaticana

Premessa

La giornata di studi che si è svolta alla Lumsa il 25 febbraio 2010, tra le celebrazioni del 70° anniversario di fondazione, ha visto confluire in unità due diversi filoni di studio. Da una parte le ricerche che storici e giuristi all’interno dell’Ateneo conducono sull’associazionismo cattolico, e su diversi aspetti del cattolicesimo liberale e democratico, hanno incontrato quasi naturalmente la figura di Luigia Tincani, grande e discreta protagonista di storia ecclesiale per molti decenni del XX secolo. Dall’altra, l’attività che il Laboratorio Tincani svolge da qualche anno in seno alla Lumsa ha trovato nella giornata di studi l’occasione di portare alla luce alcuni suoi frutti.
Il Laboratorio Tincani è cresciuto per iniziativa e animazione della dottoressa Palma Togato, sotto la guida di mons. Guido Mazzotta, ricavando in margine ai ritmi intensi della vita universitaria un tempo e uno spazio di studio e di riflessione che i partecipanti hanno sentito come momento di libertà. Docenti e altro personale si sono incontrati intorno ai testi della madre Tincani, in particolare intorno alle due tesi di laurea e alle Lettere di fondazione, ridiventando discenti nell’ascolto gli uni degli altri e nella ricezione dell’insegnamento morale e spirituale della giovane Madre. Ricordiamo tra gl’iniziatori il compianto Claudio Ferone che con i suoi interventi diede un fervido contributo all’attività del Laboratorio.
La Lumsa ha sempre saputo di essere stata innestata su questa radice santa, su questo olivo buono che è la spiritualità di Luigia Tincani, fondatrice – col cardinal Pizzardo – del Magistero Maria ss. Assunta nel lontano 1939. Ma il tesoro di una tale origine è stato sempre custodito con discrezione, tanto da rendere necessario e vitale l’atteggiamento di attenzione, se non di riscoperta, di cui la giornata di studi è stata testimonianza. Per una comunità universitaria non vi sono patenti di nobiltà più alte delle parole con cui la sua fondatrice, la sua pietra angolare, ha descritto la vocazione intellettuale, ha celebrato la dignità dello studio, e ha messo in opera la relazione pedagogica come luogo di una piena umanizzazione.
Gli interventi raccolti in questo volume di atti serbano l’impronta della diversità metodologica da cui traggono spunto: da un lato, essi giovano ad inserire la figura di Luigia Tincani in una dimensione storica che permette di misurare, per molti aspetti, l’originalità e la grandezza della sua opera; dall’altro, interrogano i testi e specialmente i testi della sua prima maturità, magari per metterli in dialogo con altri testi, antichi e moderni, fino a far emergere il mondo culturale e ideale cui essi fanno riferimento, e il lascito che essi consegnano al lettore d’oggi. In particolare, fa parte dello “stile” del Laboratorio Tincani dare spazio a spigolature o a meditazioni in cui si esprime un impatto personale con i testi di Luigia Tincani, così come favorire l’attualizzazione e il controluce con il mondo presente: questo presente in cui la stessa Luigia Tincani incoraggia a vivere con letizia e ottimismo, con accoglienza e discernimento, e al quale molti suoi insegnamenti sembrano rivolgersi con una carica profetica.
Una parola per introdurre all’architettura di questo libro. Come la giornata di studi, così la raccolta di atti si apre con l’introduzione di Giuseppe Ignesti che va subito al cuore della questione, cogliendo attraverso gli scritti della Tincani gli atteggiamenti spirituali tutti interni alla relazione educativa e all’impegno dell’insegnamento. La prima parte del volume si articola quindi in un trittico: incontriamo dapprima le riletture che interessano la storia del mondo cattolico italiano – e non solo – con particolare attenzione all’emergere di una coscienza laicale (Dalla Torre), allo sviluppo dell’associazionismo cattolico (Malgeri), al cristianesimo sociale e alla questione femminile (Di Maio), ai rapporti della Tincani con lo scoutismo (Rinella). In secondo luogo, vari studi si applicano a ricostruire elementi del ritratto intellettuale e spirituale di Luigia Tincani: la sua formazione filosofica e i tratti originali del suo tomismo così come la sua dialettica col pensiero di Gentile (Mazzotta), la polifonia di voci della tradizione cristiana che si avverte attraverso i suoi testi (Pezzimenti), il carattere domenicano coniugato con l’influsso della scuola oratoriana francese (Papasogli), la solida impostazione antropologica che sottende il dialogo educante fra Luigia Tincani e le sue interlocutrici (Di Agresti), lo sguardo sui beni terreni nel quale la madre Tincani si mostra, sì, contemplativa, innamorata del bello, ma anche precorritrice di una modernissima visione dell’economia (Cosci). Conclude questo trittico una breve sezione ove i temi sopra accennati, ed altri ancora, riecheggiano più liberamente nel movimento coinvolgente di una riflessione o nell’intimità di una risonanza (Fava, Zannotti, Gelosi, De Giovanni).
La seconda parte del volume è un ampio sviluppo monografico, di cui nel corso della giornata di studi Mario Pollo poté dare solo un assaggio. Esso rappresenta insieme una ricerca di fondamenti – il “fondamento dell’umano” – e una proiezione in avanti, verso il dialogo con il mondo contemporaneo: quella “modernità liquida” che cambia forma troppo velocemente perché sia possibile puntualmente definirla e valutarla. Tutti gli approfondimenti della prima parte mancherebbero, in un certo senso, il loro fine se la prospettiva di questa seconda non suggerisse di cercare in essi una possibile risposta alle sfide dell’ora presente. Conoscitore acuto di realtà sociali e di mondi giovanili, Mario Pollo si limita a suggerire chiaroscuri profondi, perché il lettore – fatto “inquieto e grave” come voleva Paul Claudel – operi delle sintesi e tragga delle conseguenze.

Cesarina Broggi e Benedetta Papasogli

Beato John Henry Newman
Luce gentile

Lead, Kindly Light

“Diventare reali”: un principio educativo negli scritti anglicani di John Henry Newman.
In un tempo in cui si parla di conoscenza virtuale e si ha tanta fretta di raggiungere le mete, il Cardinale John Henry Newman, il saggio educatore inglese beatificato da Benedetto XVI domenica 19 settembre 2010 a Birmingham, propone agli educatori un cammino per “diventare reali”, come  mette in risalto la studiosa  Carla Roverselli nell’articolo che invitiamo a leggere sulla rivista “Orientamenti pedagogici” 45(1998) 997-1012 e che si intitola:”Diventare reali”:un principio educativo negli scritti anglicani di John Henry Newman.
Newman, che è conosciuto nel mondo degli educatori per la sua idea di università , “luogo ove insegnare un sapere universale», ove «dedicarsi all'educazione dell'intelligenza», fin dall’inizio della sua esperienza pedagogica  parla di due tipi di conoscenza, quella reale, di colui che non è istruito, ma ha saputo diventare sapiente e quella di colui che sa tante cose, ma è presuntuoso. Una conoscenza nozionistica è incapace di dare maturità a una persona. E’ il fare, il mettere in pratica che genera un nuovo tipo di comprensione, più  completa e profonda.. Tale sapere scaturisce da un realizzare le verità in cui si crede e coinvolge tutte le forze interiori della persona: cuore, mente, volontà, intuito. Questo tipo di maturazione si svolge in un modo graduale e quieto, prevede tempi lunghi,  ma quando giunge al suo termine è di una tale lucidità e forza che non potrà essere distrutta da nulla e da nessuno.
Con la sua esperienza di educatore Newman conosceva bene “questi ragazzi che promettono, dicono, hanno l’intenzione di, fremono di emozioni e sentimenti, si lasciano prendere dall’impulso e dalla passione, ma non hanno la forza di concretizzare una parola di tutto quello che proclamano”, perciò racchiude il suo cammino nell’aiutare il discepolo a passare dall’irrealtà alla realtà, dal dire al fare, da ciò che appare a ciò che è, mediante un coinvolgimento emotivo che rende desta la volontà e la consapevolezza.
L’articolo sottolinea l’importanza data da Newman al “primo passo”, perché nel cominciare è racchiuso l’evento più importante, la decisione. “L’io reale così nasce  e prende forma mediante piccole ma reali scelte”.
Dopo un’interessante studio sulle modalità del diventare reali, l’autrice conclude: ”Diventare reali porta a saper cogliere l’armonia delle diversità nel guazzabuglio dell’esistenza personale e nella storia, ma soprattutto a realizzare quest’armonia in se stessi”.

Guidami Tu, Luce gentile,
attraverso il buio che mi circonda,
sii Tu a condurmi!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
sii Tu a condurmi!
Sostieni i miei piedi vacillanti:
io non chiedo di vedere

ciò che mi attende all’orizzonte,
un passo solo mi sarà sufficiente.
Non mi sono mai sentito come mi sento ora,
né ho pregato che fossi Tu a condurmi.
Amavo scegliere

e scrutare il mio cammino;
ma ora sii Tu a condurmi!
Amavo il giorno abbagliante,

e malgrado la paura,
il mio cuore era schiavo dell’orgoglio;
non ricordare gli anni ormai passati.
Così a lungo la tua forza mi ha benedetto,
e certo mi condurrà ancora,
landa dopo landa, palude dopo palude,
oltre rupi e torrenti,

finché la notte scemerà;
e con l’apparire del mattino
rivedrò il sorriso di quei volti angelici
che da tanto tempo amo
e per poco avevo perduto.

(Cardinale John Henry Newman, Sicilia 1832)

Angelo Maffeis
“MONTINI PAOLO VI” - La missione di educare

Editrice La Scuola, 2009
€ 9.50

Per l’educatore che cerca luce si propone un bagno di fede, speranza e carità nelle pagine di Paolo VI, grande educatore dei giovani universitari.
Mentre si parla di "emergenza educativa" e la Chiesa ripropone di formare i giovani alla "carità intellettuale", esce a proposito, per l’Editrice AVE, l'agile e intelligente pubblicazione, curata da Angelo Maffeis, su Montini educatore. Il volume raccoglie le riflessioni del giovane assistente della Fuci, e poi del Vescovo e del Papa attento alla crescita di studenti e docenti.
Temi ricorrenti sono lo studio e l'insegnamento, l'incontro tra scienza e fede, l'educazione a vivere la propria fede nella professione.
Ogni educatore e ogni studente che si accosti a questo testo potrà cogliere la grande carità di Montini nell'impegno a formare giovani perché, inseriti nel loro tempo, equilibrati nel coltivare le proprie doti umane e le virtù soprannaturali, siano capaci di vivere la fede e la cultura,  di diventarne testimoni, di portare l'annuncio e di aprirsi al dialogo.
Nella "Meditazione dello studio" l'autore ripercorre il suo cammino di studente e di credente, passa di sorpresa in sorpresa, di gioia in gioia, dai principi fondamentali della vita al loro Donatore, a Dio; scopre la fatica e la bellezza del conoscere, impara a rispettare la scienza e a venerare il mistero insito in essa, sente il bisogno di pregare.
Interessante il "Discorso con i professori", dove con Gentile chiede ai docenti che "si lascino accostare e consultare dal giovane",  e con Gemelli auspica che "il professore universitario sia persuaso che il suo compito incomincia dopo la lezione universitaria e che egli ha da dare, non soltanto tre ore settimanali, ai suoi giovani, ma tutta la sua giornata".
Affrontando "La giusta psicologia" riconduce i problemi all'amore, che ordinariamente li risolve: "… la nostra gioventù bisognerà amarla molto, capirla, compatirla, ascoltarla, esortarla, edificarla, e poi ancora amarla"; invita a dare speranza, a suscitare forza e capacità di conquista.
Montini segue la crescita del giovane e suggerisce l'intervento opportuno e necessario ad ogni tappa, con la saggezza del maestro, con la fede e l'amore dell'amico, con la pienezza di fiducia del santo.
Le calde parole dell’autore rendono presenti in queste pagine Piergiorgio Frassati, Monsignor Pini,  molti amici di cui non fa il nome. Ma protagonista e ispiratore del suo messaggio è Gesù, la Verità cercata, trovata, pregata, la Verità offerta "nella dolce e confortante gioia di evangelizzare".

Alessandro D’Avenia
“BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE”

Mondadori, gennaio 2010
€ 21.00

“Bianca come il latte, rossa come il sangue”il romanzo di Alessandro D’Avenia edito da Mondadori è un libro per chi cerca speranza, per chi vuol passare qualche ora con un giovane insegnante innamorato della vita e della sua scuola, che scopre il bello di vivere nella realtà quotidiana e nel cuore delle persone . Il romanzo è stato letto con piacere da gente di scuola e non di scuola, da professori, madri e padri di famiglia e, quello che interessa di più, da studenti. E’ un libro che esce fuori dagli schemi triti sulla gioventù studentesca di oggi e si accosta al vero che c’è in ogni ragazzo che si sente amato. Indovinata la suggestione del sogno, proposto come strada alla felicità. Il sogno che dà le ali all’adolescenza di Leo, si concretizza poco a poco nella realtà della vita vissuta giorno per giorno e si attua attraverso un dolore tremendo, crudele, disumano si direbbe, e invece capace di far emergere nel protagonista un’umanità nobile e generosa. Bella figura fanno gli educatori che ci ridanno l’immagine di insegnanti, sacerdoti, genitori che oggi vivono in mezzo alla nostra società e sanno amare con fantasia, gioia e fiducia. Nobile il coraggio di proporre la fede in Dio, scoperta nella sofferenza, come risoluzione del dramma interiore di Leonardo, spiraglio verso la luce piena, verso la realizzazione di sé nell’incontro vero, sofferto e misterioso con l’altro, con Silvia, nella stupenda felicità dell’amore sincero. Il  libro si legge d’un fiato e ridà speranza fin dalle prime pagine.

Luigia Tincani
LETTERE DI FORMAZIONE

Collana Coscienza Studi

pp. 376 - € 28,50
ISBN 978-88-382-4092-8

«Il disegno originario che s’annuncia nelle Lettere di fondazione, il precedente carteggio già pubblicato [Edizioni Studium, Roma 2007] si vede prendere forma ora in queste duecentododici Lettere di formazione, raccolte per la cura e con le chiose sempre puntuali di Cesarina Broggi, tutte scritte dalla Madre tra il 27 marzo del 1925 e il 24 dicembre del 1950 e rimaste indenni fino a noi.
[…] Si può immaginare quanto siffatti testi, che trascrivono la comunicazione orale di incontri comunitari (come quelli memorabili di Gubbio negli anni Trenta), abbiano inciso fortemente nella vita spirituale delle Missionarie della Scuola e nel loro rapporto (ogni volta singolare) con la Fondatrice. In queste lettere invece, con la discrezione tipica della scrittura personale, la Madre è come se parlasse “da anima ad anima”, si rivolge al cuore e alla mente delle sue figlie, entra con vigile naturalezza nel loro vissuto quotidiano che ha sempre bisogno d’una parola nuova o d’un impulso evangelico o d’un lieve richiamo per ritrovare la sua valenza misteriosa e divina. Se appena s’indaga la figura stilistica di questa scrittura si resta subito conquistati dalla sua immediatezza e dalla sua vicinanza alla vita e ai sentimenti della corrispondente. Al tempo stesso, mentre si prende cura d’ogni Sorella e ne asseconda le movenze più quotidiane (o forse proprio per questo), con un colpo d’ala la scrittura della Madre si solleva puntualmente e del tutto naturalmente ai grandi ideali e ai grandi motivi della vita cristiana e della consacrazione religiosa».

Dall’Introduzione di Mons. Guido Mazzotta

Luigia Tincani
LETTERE DI FONDAZIONE

Collana Coscienza Studi

Introduzione di Nicola Raponi
Premessa di Mons. Guido Mazzotta

«Sono raccolte in questo volume le lettere dirette da Luigia Tincani, fondatrice dell'Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, ad alcune delle prime sorelle e a talune aderenti esterne dell'Unione. Lettere della vigilia, o anche lettere di fondazione, possiamo chiamarle, dal momento che si riferiscono alle origini dell'Istituto, essendo datate fra il 1917 e il 1924, anno dell'approvazione diocesana della nuova famiglia religiosa. Lettere di un singolare livello spirituale, che rivelano una cultura, una maturità spirituale, una padronanza della psicologia religiosa, certamente non comuni da parte di una giovane professoressa appena trentenne, com'era in quegli anni la Tincani. [...] Queste lettere, se costituiscono in primo luogo una storia singolare di anime avviate a una nuova e speciale consacrazione di vita religiosa e di testimonianza apostolica, non di meno mostrano anche la storia di quel risveglio spirituale e culturale che animava una parte del mondo cattolico d'inizio secolo, via via più consapevole di dover superare le posizioni organizzative e apologetiche del passato per nuovi modelli di spiritualità personale e di presenza nella società, specialmente nel campo della cultura e della scuola».

Dall’Introduzione di Nicola Raponi

Benedetta Papàsogli
LUIGIA TINCANI: L'OGGI DI DIO SULLE STRADE DELL'UOMO

Roma, Città Nuova, 1985

Il 17 dicembre 1985 alle ore 18,30, nell’aula Magna dell’Istituto Universitario Pareggiato "Maria ss. Assunta" a Roma, è stata fatta la presentazione della biografia della Madre Tincani, scritta da benedetta Papàsogli.

Benedetta Papàsogli aveva lavorato a quest’opera così ben riuscita, per circa otto anni.
Di scrivere la biografia era stato richiesto il Padre di lei, Giorgio, il quale aveva accettato a condizione di poter avere come collaboratrice, sua figlia, giovanissima, venticinquenne.
In breve però si era convinto che era bene invertire le parti, lasciando a Benedetta la responsabilità del lavoro e limitandosi a collaborare con lei per la prima parte, relativa alla Famiglia Tincani.
Benedetta Papàsogli ha potuto conoscere e approfondire la personalità e lo spirito della Madre attraverso colloqui con la Superiora generale e le Consigliere, in particolare con Rosangela Seneci.
Ha avuto a disposizione tutto il ricco materiale disponibile nell’archivio della Casa Generalizia, da "Le Note per una biografia" di Rosangela Seneci agli scritti della Madre e documenti relativi alla storia dell’Unione.
Ne è risultato un lavoro eccezionalmente approfondito e completo, che ha suscitato ammirazione nei lettori.
L’autrice ha avuto il privilegio di offrirlo personalmente al S. Padre.
Numerose sono state le risposte da lettori entusiasti, che hanno voluto contemporaneamente dire la loro ammirazione per il volume e la loro testimonianza di stima per la personalità e la santità della Madre.

Dalla registrazione del discorso pronunciato dal prof. Giorgio Petrocchi il 17 dicembre 1985

Il libro di Benedetta Papàsogli è di Giorgio e di Benedetta Papàsogli, perché la prima parte è stata scritta dal babbo: poi, con mano leggerissima, Benedetta si è insinuata nel lavoro del padre, lo ha rielaborato, lo ha portato avanti, ne ha fatto, come è stato detto, un libro ponderoso, un libro ricco, amplissimo, dove emerge una donna eccezionale e vi campeggia in ogni sua pagina: attraverso la parola viva di Benedetta Papàsogli, attraverso il suo nitore formale, la ricchezza del suo linguaggio, senza eccessi agiografici, ma sempre con spirito aderente all’alta tensione ascetica di questa figura, nel tempo medesimo con una grande ricchezza di documentazione.
Il libro è ordinato molto bene; le sue parti sono distribuite in modo eccellente, con intitolazioni estremamente significative, che accompagnano all’interno della lettura del testo. E questa ricchezza di documentazione fa sì che sovente la Papàsogli si ponga quasi da parte e lasci parlare i documenti, i testi, le parole vive, le testimonianze, come sono state raccolte dalle Consorelle di Madre Tincani; di modo che la lettura di questo libro desta è impressionante per la forte suggestività e incisività della scrittura e anche per la capacità che ha la Papàsogli di saperci far vivere anni lontani – sessanta anni quasi – di storia della Chiesa, che sono percorsi da questo libro; attraverso la biografia della Madre, la Papàsogli riesce a farci vivere tutti i dibattiti dell’inizio del secolo, tra il mondo laico e mondo cattolico, nell’età precedente la guerra mondiale.
Assistiamo all’intervento fervido di Gina all’interno di questo dibattito, alla sua viva partecipazione alle attività cattoliche giovanili.
E poi nasce la vocazione e si sviluppa tutta la storia di questa santa donna, così come è andata svolgendosi fino al giorno finale, il giorno in cui si è chiusa la sua esistenza, giorno di lutto per il nostro Magistero, ma giorno anche di letizia per le grazie che ancora oggi ci dona dal cielo.
La Papàsogli come dicevo, fa parlare vibratamente questi documenti, li sottolinea con mano ferma e al tempo stesso con grande garbo. Raramente è dato di leggere una biografia che sia al tempo medesimo così incisiva e anche così lieve, così leggera, carezzevole a volte, come se la scrittrice accarezzi il volto di questa donna e lo faccia rivivere nelle vibrazioni dello sguardo e della parola.

  Benedetta Papàsogli
L’ESPERIENZA DI UN CAMMINO CON LA MADRE TINCANI

L’Autrice del libro «Luigia Tincani: "L’oggi di Dio sulle strade dell’uomo", Roma, Città Nuova, 1985, ha chiuso con il suo intervento.

Prima di tutto ringrazio di cuore i tre oratori, sia di quello che hanno detto sulla Madre sia per quello che hanno detto del mio lavoro. A differenza del Prof. Petrocchi che l’ha conosciuta da tempi tanto remoti, io forse sono una delle poche persone, qui, che non hanno conosciuto personalmente la Madre Tincani. Quindi la testimonianza che posso portare io è quella di un incontro e di una conoscenza indiretti: conoscenza di una persona attraverso i segni che questa ha lasciato, attraverso ciò che ha scritto, ciò che ha fatto, le opere di cui ho condiviso lo spirito; attraverso l’incontro con le persone che sono sue eredi. Un simile incontro, prolungato negli anni – giacché questo lavoro è stato fatto, interrotto, ripreso – non può non essere una esperienza spirituale. È di sicuro una esperienza umana, affettiva, intellettuale, ma anche e soprattutto spirituale. Allora, a questo titolo io posso parlare: non evidentemente del libro; ma per cercare di dire il nucleo, l’essenziale di questa esperienza di un cammino di qualche anno con la Madre Tincani.
Non è stato immediatamente facile, sia forse per una mia difficoltà iniziale ad acclimatarmi (nonostante abbia l’abitudine dello studio) in una spiritualità che fa tanta parte al momento intellettuale, sia perché la Madre Tincani bisogna scoprirla a poco a poco e sempre più profondamente nelle sue note più amabili: la dolcezza, non sdolcinata ma reale, la gioia, la letizia, la discrezione. Gradatamente ho dunque scoperto questa personalità umana, psicologica oltre che spirituale, fra le più amabili che sia dato incontrare; ma si dovessi centrare il nucleo l’essenziale, direi questo: ho sentito il fascino della magnanimità, il fascino della grandezza del cuore. Ho pensato spesso nel corso del lavoro a quell’invito che s. Ignazio rivolge agli esercitandi, all’inizio del periodo di esercizi, cioè entrare negli esercizi «con cuore grande e liberalità verso il nostro Creatore e Signore». Questo cuore grande ho sentito nella Madre Tincani.
Mi ha colpito la coincidenza tra una parola che la Madre ha detto di sé e un’altra parola, quasi identica, di Charles de Foucauld: «dal momento in cui ho capito chi è Dio non ho potuto fare altro che darmi tutta a lui». Questo «darsi tutta» della Madre, questa forma interiore della magnanimità, della grandezza di cuore, si è ripercossa in tutta la storia della sua vita e della sua azione: si è tradotta in larghezza di vedute, larghezza di idee costruttive, larghezza di accettazione dell’umano, larghezza di comprensione dei segni dei tempi; ha generato il coraggio dei grandi giochi, cioè la capacità di scommettere, giocare la propria vita non su poste private e familiari ma sulle grandi poste storiche dell’uomo contemporaneo, e ancora di più – uso una sua espressione – «sulla divina storia della vita di Dio nel mondo».
La spiritualità della Madre Tincani, come lei stessa diceva, andava «dolcemente e sicuramente ai supremi misteri», fuori da ogni tentazione di ripiegamento e di intimismo; andava ai grandi valori oggettivi della fede e dell’esperienza cristiana. Di fronte a un orizzonte così grande e così libero, si capisce che la Madre abbia potuto mettere insieme cose contrastanti come la pienezza della consacrazione religiosa, da una parte, e dall’altra la presenza laicale nel mondo, presenza e partecipazione al tempo moderno. Questa capacità di unificare, riconciliare, o – come direbbe Pascal – di tenere in mano i due estremi della catena, si può attuare soltanto in un orizzonte realmente largo e sgombro, in uno spazio libero.
D’altra parte, dalla Madre Tincani ho imparato, credo come da nessun altro, il rapporto che passa fra la grandezza di cuore, la magnanimità, e la discrezione, il silenzio, l’umiltà, la mitezza, il saper sparire, il saper diminuire, saper perdonare, saper mettersi in disparte: come diceva lei, «Nihil et omnia»: tutto e nulla: questo umanesimo pasquale è stato il segreto della Madre Tincani in ogni circostanza della sua vita. Ho imparato quale è il rapporto che passa tra le ultime lettere della Madre Tincani a Paolo VI, con quel loro orizzonte universale e anche drammatico, lettere in cui la Madre metteva la sua vita e la sua morte nelle mani del Papa come un’ostia da offrire sul mondo, per i problemi del mondo e della Chiesa, e d’altra parte invece l’estrema semplicità, il raccoglimento, l’umile silenzio della cameretta di via Appia dove questa donna ha vissuto per anni la parabola lenta del diminuire, dell’annientamento umano, nella malattia e nella vecchiaia.
Ho insistito su questa unica nota, perché mi pare che essa spieghi bene l’impressione di gioia e di pace che si prova avvicinando la Madre Tincani. Mi ha colpito una frase del cardinal Martini in non so quale dei suoi libri: «la vera tristezza è la mancanza di prospettive»: quindi i soffitti bassi, le finestre chiuse, gli orizzonti stretti, le religioni introverse, gli umanesimi limitanti, le definizioni parziali e incomplete dell’uomo, tutto questo è la vera tristezza, che il nostro tempo mi pare conoscere molto bene. È la tristezza elementare e profonda di una vita disumanizzata, non vissuta nella sua altezza, larghezza e profondità – è la tristezza morale dell’egoismo, ma anche la tristezza o addirittura l’angoscia intellettuale della cultura negativa di fronte a cui ci troviamo spesso oggi. Allora, di fronte a questa tristezza, che credo tutti in qualche modo sperimentiamo, non solo per la pressione con cui ci aggredisce dall’esterno, ma anche per le connivenze che trova in ciascuno – tristezza di fronte a cui si è tentati di ricorrere a sollievi artificiali, magari meccanici, e comunque momentanei – ecco, di fronte a tutto questo, mi pare che scatti tutta l’attualità del messaggio di gioia della Madre Tincani. Messaggio, non soltanto di umanesimo cristiano, ma – insisto – di un umanesimo pasquale, umanesimo del «Nihil et omnia», dell’amore fino alla fine innestato sulla verità.
Ciò che posso dire come testimonianza personale – il resto si trova nel libro – è che il cammino di qualche anno con la Madre mi ha fatto pensare spesso alle parole di s. Luca «non ci bruciava forse il cuore mentre conversava con noi lungo la via?». La gioia provata camminando con la Madre non è, mi pare, emotiva, superficiale: è la gioia della verità liberante: e credo che ogni incontro serio con la Madre Tincani continui a produrre questa impressione.

Luigia Tincani
FRAMMENTI DI QUOTIDIANITÀ.
Spiritualità domenicana per il nostro tempo

A cura di Elena Malaspina
ANCORA 1998

Dalla presentazione del Cardinale Georges Cottier, 30 maggio 1998

Penso che dobbiamo prima di tutto essere riconoscenti ad Elena Malaspina per il suo lavoro prezioso. Frammenti di quotidianità  è veramente un breviario di spiritualità domenicana per il nostro tempo.
Di S. Domenico i cronisti riportano che non parlava se non di Dio o con Dio, e mi sembra che abbiamo lì il tema fondamentale della spiritualità di Madre Tincani, figlia di S. Domenico e di Caterina da Siena: è il senso di Dio e dell'adorazione che è molto sottolineato. C'è un bellissimo testo, a pag. 45:

         Le forze dell'anima erano tutte raccolte e unificate in quest'unico atto, che è come un silenzio interiore, che riassume tutti gli altri atti, tutto ciò che si può dire, fare, pensare dinnanzi a Dio; è come un sì di tutta l'anima, che fa pensare all' Amen dei santi nell'Apocalisse. L'anima guarda il suo Dio, anzi forse neppure lo guarda - lo vuole - non lo vuole per sé, lo vuole in Lui, per Lui, lo vuole come se volendolo potesse farlo essere, ed essere ciò che Egli è: l'Unico, l'Immenso, il Tre volte Santo, l'infinito Amore e l'Infinita Bellezza.  Quando l'anima adora così, con questa affermazione totale, allora si dimentica proprio completamente di se stessa. (pag.45)

Un altro tema è la dimenticanza di se stessa, che ricorre molto spesso negli scritti della Madre. Mi sembra che lì abbiamo come il nucleo della sua vita contemplativa; la dimensione domenicana è molto sottolineata come Missione del Verbo.  C'è un ritratto dell'apostolo domenicano:

          Gesù venne per rendere gloria a Dio con una umanità infinitamente santa, infinitamente innocente, infinitamente sottomessa all'onnipotenza divina. Questa umanità di Gesù assunta nella Persona del Verbo, con la sua innocenza, la sua sottomissione, la sua santità ha riparato e ha salvato l'umanità che aveva peccato, che si era ribellata, che si era degradata.  Un  domenicano per rendere gloria a Dio e salvare le anime deve purificarsi da ogni peccato; deve santificarsi con umiltà sincera, con rettitudine perfetta di intenzione, sottomettendo tutto il suo essere alle leggi di una castità angelica, di una povertà vera, di una obbedienza inviolabile; vivendo non più delle cose della terra e del suo amor proprio, ma di Dio solo. Solo a questo patto possono aprirsi dinanzi a noi i campi fecondi dell'apostolato. (pag.51)

Ma questo non vuol dire abbandonare il mondo, tutto il contrario:

          Il Signore non ci ha chiamati ai soavi silenzi e ai dolci raccoglimenti del chiostro; come egli  non è venuto sulla terra per adorare suo Padre nel riposo e per gioire di sua Madre nella calma e nella pace, così egli ci pone tra le attività del mondo, in mezzo al chiasso e ai richiami di tutte le cose terrene. Ci dà la gloria della verginità, ma non ci separa dal mondo; ci porge la libertà di spirito della povertà, ma non ci libera dalle preoccupazioni  della vita materiale; ci invita alle altezze della vita contemplativa, ma ci vuole tra gli affanni della vita attiva; ci chiama all'amicizia dei santi, ma ci fa vivere a contatto coi peccatori. Non rifiutiamoci al Signore... (pag.52)

Un'altra dimensione della vita domenicana è umiltà, una delle grandi virtù fondamentali sulla quale insiste molto la Madre, umiltà che è magnanimità, la magnanimità della vocazione domenicana.
Entrando in unione con l'Anima stessa del Verbo Incarnato, con la sua umanità, si trova la via della spiritualità come la intende la Madre Tincani:

          Il lavoro della vita spirituale deve prendere, secondo lo spirito domenicano e cateriniano, una strada molto luminosa ed elevata, la strada delle grandi cime, che non  si perde nelle vie meschine e tortuose. Impariamo a tenere l'anima molto in alto sulle vette della fede, senza fermarci troppo alle cose piccole che avvengono in noi: un difetto da correggere, un peccato, magari un atto di virtù da controllare, una gioia o una pena. Se l'anima si occupa di queste cose, si occupa di sé e non di Dio. (pag.60-61)

Questo significa vivere prima di tutto mettendo l'accento sulle grandi virtù teologali: la fede, citata nel testo che ho letto, la speranza e la carità. Scrive la Madre Tincani:

          La gloria del Figlio è l'unità di natura col Padre nella Santissima Trinità. La gloria e la pienezza del gaudio per i figli di Dio è riprodurre in sé questa unità, cioè trarre - dalla conoscenza del nome di Dio e del Figlio da lui mandato - la capacità di una unione che è nuova nel mondo, unione che separa dal mondo quelli che pure sono nel mondo, ma non sono del mondo. L'unità nella carità è il segno dei fedeli  di Cristo: «Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli: se vi amerete scambievolmente». (pag.63)

Una pagina questa che è caratteristica della forza sintetica del pensiero della Madre Tincani e della sua sicurezza dottrinale, scritta poi in una lingua che trovo bellissima.
La devozione all'Anima Christi è inseparabile, nella Madre, dalla devozione all'Eucaristia. Dalla grande devozione eucaristica non si può distaccare l'amore alla Chiesa, corpo di Cristo. Questo amore si nutre della partecipazione alla Liturgia: altro aspetto della sua spiritualità; è interessante perché tutto questo, in gran parte, è stato scritto prima del Concilio. La Liturgia che definisce

          voce viva della Chiesa, che parla a Dio per adorare, impetrare, riparare, che parla a Dio per noi e di noi.  (pag.72)

La lunga citazione sull'argomento, che viene dopo, è del '64 e questo significa che Madre Tincani ha subito fatto sua l'intenzione del Concilio sulle riforme liturgiche.
La vita liturgica è un elemento essenziale della vocazione domenicana:

          La nostra spiritualità domenicana fino dal principio ci ha chiesto e ci ha insegnato a vivere della pietà liturgica, ammaestrandoci anche alla orazione intima e a quel «pregare senza interruzione» che è l'unione intima permanente con Dio, l'offerta intima costante del nostro vivere e del nostro operare, del nostro soffrire o del nostro gioire, consacrati irrevocabilmente alla gloria di Dio. (pag.74)

E' certo che il culmine della vita liturgica è la S. Messa. Della grande tradizione domenicana, la Madre Tincani ci ricorda, a partire dalla Messa, l'amore della croce. E ha la formula bellissima: 'un amore tranquillissimo della croce'.  Non era un' anima inquieta, tormentata; ci dà molto da pensare questa formula: un amore tranquillissimo della croce' :  si vede che era radicata nella contemplazione del mistero della croce. A proposito di questo, è importante notare le molte precisazioni sul perché dell'amore della croce:

La croce non fu voluta dalla giustizia insaziabile del Padre,come se Dio dovesse punire, ma dall'amore insaziabile del Figlio e del Figlio fatto uomo, cioè dal Cuore di Gesù, che volle fare più del necessario per scuotere il freddo cuore degli uomini. E dopo ciò non fu ancora contento, ma volle darci anche la santissima Eucaristia. Questa era voluta dalla giustizia insoddisfatta o dall'amore insoddisfatto? E l'Eucaristia non prepara e non accompagna la croce? Quando impareremo a buttarci fra le braccia dell'amore di Dio?  (pag.79)

Dunque l'amore della croce è nient'altro che  l'amore di Cristo e l'entrare nella vita stessa di Cristo:

          Saper stare ai piedi del Crocifisso con Maria, la Madre di Gesù: come san Domenico in beata e dolorosa contemplazione di amore abbracciato fortemente alla croce, come Caterina «con ansietato desiderio» lasciarsi bagnare dal Sangue del Salvatore e inebriarsi e offrirsi e perdersi nell'amore di Gesù per la pace della Chiesa, per la salvezza del mondo: stare ai piedi della Croce, guardare Gesù crocifisso, penetrare il suo mistero di amore, di dolore, di gloria, è stata la sapienza dei santi. (pag.79)

Rimarrebbe anche da meditare il lungo capitolo 'Alla scuola di Maria'. Una sola citazione basterà per evidenziare la dimensione mariana della spiritualità di Madre Tincani e la sua peculiarità:

          Guardiamo a Maria come a colei che guardò il mondo come luogo di Dio (pag.90)

Lascio infine la parola a Madre Tincani, con questo bellissimo ritratto del missionario e della missionaria:

          Amore alle anime che Dio Padre ha amato, che Gesù, Verbo Incarnato ha redento, che lo Spirito Santo vuole santificare; senza scelta di luoghi, di patrie, di persone: questo è lo spirito missionario che dobbiamo avere, quello che dice al Signore: Non chiedo come e non chiedo dove, chiedo solo di essere adoperato per cooperare alla missione del Figlio di Dio, per la redenzione delle anime. E la privazione di ogni motivo umano, il distacco da ogni cosa più amata compiono l'olocausto, con cui noi vogliamo dare a Dio tutta la gloria di cui il nostro essere è capace, e ottengono da Lui tutte le grazie di cui le anime hanno bisogno. Bisogna saper amare al di là di ogni affetto terreno e al di sopra di ogni amore.  (pag.106)



BIOGRAFIE
Angelo Montonati
LUIGIA TINCANI - VIVERE PER EDUCARE

Milano, ANCORA, 2001

La nuova biografia di Luigia Tincani è stata accolta dai lettori con interesse e simpatia. Ci sembra particolarmente significativo il fatto che coloro che hanno conosciuto la Serva di Dio ne ritrovano i tratti salienti nell'accuratezza e nella vivace spontaneità del testo di Montonati. Citiamo solamente qualcuna delle osservazioni pervenuteci.

Il Prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica, Il Cardinale Zenon Grocholewski auspica "un'ampia diffusione dello scritto, al fine di una viva conoscenza dell'opera della Tincani nel campo della cultura, della formazione e dell'insegnamento" e si augura che "quanto prima possa giungere a buon fine il processo di Beatificazione, così da essere additata, ancor di più, come esempio per quanti operano nel campo della formazione a vari livelli".

Il Cardinale Noè ringrazia di poter "conoscere ulteriormente l'apostolato che la Tincani ha svolto ed intende svolgere nella scuola, inaugurando una forma di vita di apostolato apprezzata sia prima sia dopo il Concilio Vaticano II. Ricordo quanto di questa opera mi diceva S.E.Mons. Ferdinando Maggioni, con il quale ho avuto la fortuna di vivere per parecchi anni al seminario lombardo: riportava frequentemente anche il pensiero di Paolo VI sulla Tincani e sull'opera da lei svolta.

Il Cardinale Achille Silvestrini vede nella biografia "un ottimo studio che farà conoscere questa grande Missionaria della Scuola, alla quale la Chiesa deve tanta riconoscenza".

S.E.Mons. Mario Castellano O.P.:"E' un profilo vivace, simpatico, spirituale che corrisponde perfettamente alla conoscenza che ho avuto e conservo di Madre Tincani".

Il Professor Raffaello Breda, medico della Tincani durante la sua degenza al Policlinico Gemelli, ritiene una fortuna averne conosciute "le grandi doti spirituali e le capacità operative" e scrive di aver tratto "profitto spirituale" dalla nuova biografia. Consiglia ai suoi malati "di chiedere l'intercessione della Madre per ottenere da Dio un sollievo e una grazia".

L'anziano sacerdote Mons. Rocco Mormino, fratello della Missionaria Antonietta: "Ha letto con attenzione e ho potuto contemplare la grande personalità e santità" della Madre che avevo sempre ammirato, certo che il Signore ci concederà la grazia di poterla venerare sugli altari perché sia modello di vita per ogni cristiano".

Il Parroco don Luciano Bianchi, nipote delle tre zie Bonomi, Missionarie della Scuola, seguito amorevolmente dalla Madre nell'accogliere con entusiasmo la sua vocazione sacerdotale, scrive: "Per me è stato bello leggere quelle pagine che mi hanno fatto sentire ancora più da vicino la grandezza di cuore, l'ardore missionario e la sensibilità ecclesiale di Madre Tincani".

Suor Ernesta dell'Assunzione, già matricola n. 2 nel 1939 del Magistero Maria SS. Assunta, è stata felice di ritrovare nella biografia, diversa dalle precedenti, una Madre viva, come l'aveva conosciuta allora, nell'atrio del Magistero, o sulla piattaforma della "circolare nera" dove poteva fare con lei conversazione.

La Preside Maria Grazia Demartini: "Sono rimasta affascinata dall'attività di questa donna e della sua lungimiranza e ne traggo stimoli positivi per continuare il lavoro nella scuola".

L'insegnante Maria Anodal, che ha perso la giovanissima figlia in un incidente stradale, ha due motivi per sentire vicina questa donna e questa maestra: "Sto leggendo la sua vita con molto interesse e profonda venerazione per la sua spiritualità e ammirazione per il suo coraggio e la sua lungimiranza. Anch'io ho insegnato per vari anni. Mi piace la Tincani per il suo spirito intraprendente e illuminato e perché il suo scritto sulla gioia, che viene dall'amore di Dio, mi ha confortata e aiutata quando mi è mancata mia figlia Letizia. E' stato uno dei primi scritti che ho letto in questo periodo dolorosissimo e ho sentito l'abbraccio affettuoso, forte e pieno di gioiosa speranza di Madre Luigia. Speriamo che questo libro serva a far conoscere meglio alle giovani la vostra vita, perché possano fiorire nuove vocazioni (la Scuola ne avrebbe immenso bisogno!)".

Zanini Roberto I., Fagiolo D'Attilia Miela
SULLA STRADA DELLE GRANDI CIME. GINA TINCANI

  • Prezzo: € 12.00
  • Titolo: Sulla strada delle grandi cime. Gina Tincani
  • Autori: Zanini Roberto I., Fagiolo D'Attilia Miela
  • Editore: San Paolo Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Testimoni del nostro tempo

Descrizione

Per Gina Tincani (1889-1976) la fede non ha senso senza la testimonianza. Per questo matura in lei la convinzione dell'urgenza di una forte testimonianza cristiana dall'interno della società e della necessità che la donna, in quanto tale, svolga un ruolo di stimolo e di crescita sociale e spirituale. E così Gina Tincani, che si ispira alla figura di santa Caterina da Siena, nel 1924 fondò la Congregazione religiosa delle Missionarie della Scuola impegnata a portare il Vangelo nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, mediante l'insegnamento di qualsiasi materia, sviluppando così un nuovo stile di apostolato che unisce la vita religiosa di ispirazione domenicana senza separazione dalla società con la cultura messa a profitto attraverso l'insegnamento nella scuola pubblica. Tutto questo viene realizzato con la passione di coloro che vivono con Cristo al servizio della Chiesa, per la vita della Chiesa. Il volume è la sua biografia ufficiale.
"Abbiamo bisogno di Gina Tincani"     1/22/2009
ROMA - “Sulla strada delle grandi cime” è il titolo dell’ultima biografia di Gina Tincani, religiosa e pedagogista italiana, fondatrice della congregazione delle Missionarie della Scuola e della Lumsa di Roma, già Istituto Superiore Pareggiato Maria Santissima Assunta. A scriverla a quattro mani per la San Paolo Edizioni sono stati Roberto Italo Zanini, giornalista presso la redazione romana di “Avvenire” e Miela Fagiolo D’Attilia, redattrice della rivista “Popoli e Missione” e da tempo impegnata nel campo della tutela dei minori e dei media. Proprio la giornalista ha ripercorso in un’intervista i punti cardine della straordinaria vita della Tincani, mettendo alla luce la sua particolarità di donna, di religiosa ed educatrice con uno sguardo rivolto verso la realtà odierna.

Il ruolo della famiglia è centrale nella ricostruzione della vita di Gina Tincani. Quanto ha influenzato il suo cammino e contribuito alla realizzazione dei suoi progetti?

“Gina ha vissuto intensamente la sua famiglia, ha ricevuto valori sviluppandoli in una maniera originale, in un sentimento. Le comunità e i pensionati di studentesse che ha fondato hanno sempre avuto quest’impronta, pur essendoci stati periodi in cui il suo ordine religioso non aveva sedi, né una vita comunitaria. Questo è il “genio” di Gina: le sue consorelle sono per lei delle vere sorelle, anche se loro la chiamano madre. Lo spirito di famiglia esprime una fortissima carica umana che lei ha sempre avuto dentro di sé, che l’ha fatta vivere come una leader, una che indicava la strada, ma anche una intorno alla quale ci si stringeva per riscaldarsi il cuore”.

Quale dei componenti della famiglia le è stato più vicino nel suo percorso?

“Senza dubbio sua sorella Bice, che è anche il suo alter ego: quando nasce la casa di Gubbio e Gina si muove per una serie di incontri in tante città italiane, Bice resta al suo posto e tiene le chiavi di casa, occupandosi della mamma quando si ammala. È una delle prime a capire il carisma della sorella, a incentivarla nella catena d’iniziative che mette in cantiere in parallelo”.

Durante il periodo del fascismo Gina cancella tanti pregiudizi sul ruolo della donna nella società. Qual è il suo punto di forza?

“È stata una grande teorica dello sviluppo e della crescita culturale della donna, affinché essa potesse essere un cittadino a pieno titolo all’interno della società, con tutte le sue peculiarità. La donna, pur restando donna come portato genetico, assume un ruolo diverso, incisivo, professionale. Durante il periodo del fascismo ha dimostrato la sua fedeltà alla Chiesa e grandi doti di fine diplomatica, ha saputo fare da tramite fra due sponde, Chiesa e Stato, che potevano avere degli attriti. Ponendosi come traguardo la formazione di insegnanti portatrici di valori cristiani all’interno della scuola è riuscita a passare attraverso una serie di difficoltà che avrebbero potuto fermare molti altri, dando un grandissimo esempio: la donna, se preparata a sostenere un certo tipo di ruolo, può riuscirci tranquillamente”.

La figura della Tincani si associa, per quel che riguarda il passato, a quella di Santa Caterina da Siena. Chi potrebbe essere invece la sua attuale erede?

“Purtroppo credo non esista nessuna al suo livello, anche se ne avremmo un bisogno disperato. Ci siamo molto allontanati da personaggi che hanno lasciato un segno nel loro tempo ma anche nel nostro, abbiamo perso molte cose per strada. Pensiamo alla scuola: l’educatrice dovrebbe far suo il messaggio di Gina guardando al ragazzo con i suoi problemi, capendo il suo progetto di persona. È in questo segno che si gioca la sua avventura-scommessa, la sua testimonianza di vera cristiana che mette al centro la persona, perché la persona è l’immagine di Cristo fra noi”.
 
VALENTINA MASSENTI
(LUMSA NEWS) dal sito della LUMSA

       
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