"È tanto poco quello che il Signore ci domanda!
È l'adempimento fedele e costante di tutto il nostro dovere; e questo qualunque volontà, anche la più debole, può riuscire a imporselo"  Luigia Tincani


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In cordata riprendiamo il cammino

Nel periodo natalizio le Missionarie della Scuola hanno riservato alcune giornate per incontrarsi e guardare insieme al presente e al futuro della loro missionarietà.
Tutte? Purtroppo no, anche se era nel desiderio, perché impegni urgenti, guerra e disordini politici hanno trattenuto alcune di noi. Eravamo comunque molte! Venivamo da tutti i Paesi dove è disseminata la nostra Unione, e tutte portavamo nel cuore i problemi dei nostri Paesi e dei nostri studenti. Problemi gravissimi, se si pensa che la maggior parte delle nostre case di missione sono in Pakistan e in India. Ci ha commosso trovarci vicine le nostre sorelle di quelle regioni dove è in atto la persecuzione contro i cristiani: esse ci hanno parlato con serenità e con fede dei rischi che stanno vivendo, e non le abbiamo mai sentite paurose per quello che potrebbe toccare a loro, ma molto addolorate per la sofferenza attuale e per l'avvenire delle loro chiese e delle loro scuole. "Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani" si ripetono con Tertulliano ed è questa la grande speranza che le sostiene e le rende capaci di andare avanti.
I momenti più forti del nostro incontro sono stati quelli della condivisione dei vari aspetti dell'ideale a tutte caro. Naturalmente al centro delle riflessioni e dei dibattiti c'era sempre l'emergenza educativa che ci interroga e ci sollecita. Parlarne insieme ci ha arricchito e confortato.
Che cosa vogliono i giovani oggi da noi, là dove siamo? Che cosa si aspetta la Chiesa?
Che viviamo con amore appassionato la nostra vocazione per essere fuoco che arde e brilla, perché al nostro fuoco possano accendersi altre luci: era un'immagine cara a Madre Tincani.
Insieme dobbiamo guardare al mondo nel quale dobbiamo vivere e agire. Le tendenze  emergenti, trasversali alle differenti culture, esigono inventività creativa, persino rischiosa, per sapere vivere all’altezza del nostro carisma e incontrare le persone nelle loro concrete situazioni di vita. La forza e la luce per essere "donne del nostro tempo" ci possono venire solo dalla comunione con la fonte della luce e della fortezza, Gesù contemplato, adorato nel segreto della nostra preghiera, seguito nelle strade di questo mondo.
E' un cammino bello, ce lo siamo ripetuto, e ci siamo dette una volta di più che vogliamo percorrerlo insieme, anche se lontane e impegnate in una missione individuale. La Madre Tincani ci invitava a "camminare tenendoci per mano. Quando si sale in montagna gli alpinisti si legano in cordata: è l'aiuto fraterno che noi dobbiamo darci sempre l'un l'altra. Salire in cordata, camminare dandoci la mano, è l'essenza dell'unione nostra. Dobbiamo amarci tanto". Ci siamo reciprocamente invitate a parlarci, a comunicare, con tutti i mezzi che la tecnologia offre, a non lasciarci sfuggire tanti piccoli gesti che svelano l’una all’altra reali cammini di perfezione.
Alla sfida dell'oggi possiamo rispondere se impariamo sempre meglio a fare armonia tra le due componenti essenziali della nostra vita, consacrazione e missione: siamo contemplative e apostole; ancorate alla grande tradizione monastica e agili nell’adeguamento ai tempi; vigili nel silenzio e capaci di ascolto del mondo; fedeli all’obbedienza e responsabili di iniziative originali; attente ai  valori eterni e  ben presenti nell’oggi della storia; legate a una soda formazione culturale di ampio respiro e pronte a un linguaggio agile e moderno adatto ai giovani; coscienti della nostra identità e  unite nella condivisione di una vita comune fraterna.
Con energie rinnovate e con la promessa di lavorare unite, ci siamo dette buon viaggio e con le nostre valige e le tanta speranza abbiamo ripreso il cammino.

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